I mesi scandiscono i capitoli di Pozzoromolo, ognuno preceduto da una breve poesia. Ne mancano tre, quelli che Gioia, creatura ibrida ricoverata in un manicomio criminale, trascorre legata con le cinghie a un letto di contenzione dove cerca di dar corpo ai ricordi della sua vita. Molta confusione nella sua mente, non ricorda cosa lha portata l.
Parlando di s si esprime al maschile per i ricordi pi lontani e al femminile per i periodi pi recenti. Bambino non voluto, sballottato tra genitori e nonni, abusato e seviziato con punture di spilli nelle mani ha un disperato bisogno di affetto e un unico ricordo felice delle mattinate di un agosto trascorse al mare con Saverio, temporaneo amante della madre, lunico che lo abbia amato incondizionatamente senza un perch.
Troppo impegnati a coltivare il tabacco i nonni, troppo assente il padre e troppo presa dagli uomini che si succedono nella sua vita la madre. La cronologia dei ricordi si dipana attraverso date improbabili, nomi che affiorano da tempi e luoghi diversi.
Colpisce la mancanza totale di amore nei rapporti tra i personaggi contrapposto a quello totale e morboso di Gioia per la madre che lo porta a cercare di assomigliarle, indossandone gli abiti, le scarpe e i trucchi.
Non si ribella alle attenzioni morbose dello zio Giggino, riesce persino ad amare Mario, luomo che la fa prostituire e le spegne le sigarette addosso. Una scrittura raffinata e cesellata quella di Carrino, che incalza man mano che i ricordi riaffiorano e si fanno pi densi.
Una scrittura che avvince e incuriosisce, con la ripetizione delle parole per rafforzarne il significato con alcuni tratti di poesia pura. Una storia di degrado e di follia, un noir involontario da leggere lentamente e da gustare.


