Angela Marsons – Le verità sepolte



Angela Marsons
Angela Marsons
Newton Compton
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Quella che doveva essere una normale esercitazione di antropologia forense in un campo della periferia inglese, inaspettatamente si rivela una scena del crimine. La dottoressa A rinviene un teschio e subito allerta la squadra investigativa. La prima ad arrivare è la detective Kim Stone e subito dopo il detective Travis. Tra i due non corre buon sangue a causa di un violento diverbio che risale a qualche anno prima e che non è mai stato chiarito. Il loro superiore però impone una collaborazione forzata e gli investigatori dovranno fare buon viso a cattivo gioco. Mentre dagli scavi emergono le ossa di tre individui, in città si verificano numerosi atti violenti di chiaro stampo razzista, le vittime infatti sono asiatici, omosessuali, polacchi. Le squadre dei due investigatori si trovano a dover far fronte a più situazioni di emergenza che riguardano il passato e il presente. Le indagini iniziano dai proprietari del terreno, i Preece, e dagli affittuari, i Cowley. Entrambe le famiglie sono però reticenti e sembrano voler nascondere scomode verità che affondano le radici in un lontano passato. Nel frattempo Stacey, un’agente della squadra di Kim, indagando sul suicidio di un giovane, scopre una inquietante organizzazione razzista, molto attiva su facebook. Le sue scoperte la metteranno in pericolo e sarà Kim a dover intervenire per salvarla e mettere assieme tutte le tessere del puzzle.
Il romanzo della Marsons procede incalzante, la suspense è accuratamente costruita e capitolo dopo capitolo le verità sepolte, di pagina in pagina, si fanno sempre più vicine. Le vicende personali dei protagonisti, Kim, Travis e Stacey si integrano armoniosamente nella vicenda dandole corpo. Il profilo psicologico dei personaggi è delineato con attenzione così da renderli reali e familiari al lettore.
La scelta dell’argomento è di sicura attualità e non è di facile trattazione. Il razzismo è purtroppo un nervo scoperto nella nostra società, un male che non riusciamo ad estirpare. L’autrice, attraverso i protagonisti, si chiede come sia possibile covare così tanto odio e incitare altri a dimostrarlo addirittura con atti violenti. E il fatto più inquietante è che molto spesso l’apparenza di chi nutre questi sentimenti è assolutamente normale, si tratta di persone che amano la famiglia, che hanno un lavoro onesto… eppure qualcosa in loro scatta alla semplice vista di un altro essere umano che ha tratti di diversità per pelle, cultura, religione. Ecco che all’improvviso la paura del diverso, dello straniero si tramuta in ferocia, in una difesa assurda di presunti valori legati a una non meglio chiarita tradizione. Perché tutto ciò accada e come fare per impedirlo è una questione aperta che difficilmente può trovare soluzione. Solo attraverso una educazione alla tolleranza e al rispetto si potrà sperare, in un futuro, di superare questa e altre conflittualità che rendono difficile una serena convivenza tra gli uomini.

 

Cristina Bruno

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