China girl. Le indagini di Neal Carey



Don Winslow
China girl. Le indagini di Neal Carey
Einaudi
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Avrebbe dovuto sbattere la porta, bloccarla con una sedia, uscire da una finestra sul retro e non voltarsi indietro. Se avesse fatto tutto ciò, non sarebbe finito in Cina e la donna cinese sarebbe ancora viva.”

China Girl” (The Trail to Buddha’s Mirror) è la seconda avventura di Neal Carey, personaggio già incontrato nel precedente “London Underground”. In questo nuovo episodio, ritroviamo il protagonista dove lo avevamo lasciato, in un isolato cottage dello Yorkshire dove le sue giornate trascorrono tranquille fra i libri e rigeneranti passeggiate nella brughiera. Non ha alcuna intenzione di tornare a casa negli Stati Uniti e soprattutto di ricominciare a lavorare per gli “Amici Di famiglia”. Associazione più o meno segreta e ramo investigativo di un istituto bancario di Providence, nel Rhode Island. Una banca che, oltre ai normali servizi finanziari, offre ai suoi ricchi clienti protezione, discrezione e piena disponibilità quando si tratta di risolvere piccoli e grandi problemi senza troppa pubblicità. Dopo un’adolescenza difficile con madre tossica e padre non pervenuto, la vita di Neal è cambiata per sempre in seguito all’incontro con il suo mentore Joe Graham che, prima di presentarlo agli Amici, gli ha insegnato come cavarsela nelle situazione più disparate. Come seguire una persona senza farsi scoprire, come entrare e uscire da un appartamento, come perquisire una stanza. Come sopravvivere con pochi soldi e soprattutto come avere cura e rispetto per sé stessi. Il periodo sabbatico di Neal, tuttavia, finisce quando Graham si presenta nel cottage per informarlo che gli Amici hanno ancora bisogno dei suoi servizi. Richiesta che. Ovviamente, non prevede alcuna possibilità di rifiuto. A prima vista si tratta di un incarico facile. Riportare a casa il dottor Robert Pendleton, genio della chimica che ha da poco brevettato un nuovo tipo di fertilizzante che potrebbe valere una fortuna. Pendleton è scomparso da qualche giorno dopo un convegno alla Stanford University e sembra si tratti di una semplice fuga d’amore con una bellissima ragazza cinese (vittima innocente di un complotto o affascinante dark lady?). La situazione, tuttavia, è molto più ingarbugliata e Neal dovrà confrontarsi con personaggi misteriosi e pericolosi, con la CIA, il governo cinese e a districarsi fra mille pericoli e tentazioni. Un’ avventura piena d’insidie che lo porterà dalla Chinatown di San Francisco a Hong Kong, ultima frontiera e punto d’incontro fra Oriente e Occidente, fino ad arrivare in Cina. Paese ricco di storia e contraddizioni, di misteri. Sempre in bilico fra rispetto della tradizione e progresso.
“China Girl” più che un thriller è una spy story che va al di là del romanzo di genere e che permette a Don Winslow di raccontare un mondo che conosce bene, di tracciare un interessante spaccato del mondo orientale anticipando in qualche modo le ambientazioni e le tematiche riprese anni dopo nel bellissimo “Satori”. La suspense è garantita, i colpi di scena azzeccati e il finale pirotecnico e imprevedibile.
Il personaggio di Neal Carey, rispetto al primo romanzo della serie, si arricchisce pagina dopo pagina. Non ha perso il suo sense of humour dissacratorio, continua ad affrontare ogni situazione con sarcasmo e un pizzico di cinismo (a volte eccessivo, fino a rasentare l’autolesionismo), ma cresce a livello psicologico e umano. Toglie la maschera e si mette in gioco, costretto nel corso della storia a confrontarsi con le paure e con emozioni che credeva assopite o comunque relegate in un angolo buio del cuore. Quello più nascosto e inaccessibile.
Un ottimo romanzo che non sente il peso degli anni (la prima pubblicazione risale al 1992), ancora decisamente attuale e credibile. Una lettura interessante e coinvolgente, un buon modo per scoprire il talento e la scrittura potente di Don Winslow prima del successo di pubblico e critica della sua più recente produzione.

Ferdinando Pastori

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