L’assassino Scrive 800A – Francesco Bozzi



Francesco Bozzi
L’assassino Scrive 800A
Solferino
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Sulla scia della narrativa gialla siciliana che vede i suoi commissari attraversare in lungo e largo la meravigliosa isola italiana (Montalbano, Vanina Guarrasi), arriva l’esordio di Francesco Bozzi e del suo commissario Mineo.
L’assassino scrive 800A è il romanzo di Francesco Bozzi, autore televisivo e radiofonico, edito da Solferino, che fa subito riferimento, nel titolo, all’espressione tipica siciliana (Suca), che, come visibile in copertina, si trova spesso sui muri delle città siciliane.
Protagonista assoluto di questo romanzo è il commissario Saverio Mineo, responsabile del piccolo commissariato di Cinisi. Partiamo subito dal presupposto che abbiamo di fronte un commissario del tutto atipico, nuovo, che si trova ad affrontare le indagini con un piglio totalmente differente che non segue un percorso scientifico, che non ha una metodologia, che non ha forse neppure il senso dell’intuito, ma che spesso si basa sul caso e soprattutto su una serie di situazioni che vengono create dalle mani del commissario stesso.
Il commissario Mineo è un personaggio curioso che viaggia sempre con la Gazzetta dello sport nella tasca della giacca. Il suo unico  problema della mattina è trovare questa Gazzetta e soprattutto trovare il tempo per leggerla e timbrare le pagine lette con un timbro che ha sulla scrivania.
Mineo è un commissario che odia molte cose: per esempio i guanti, la forfora, i piedi brutti, la fretta, il suo assistente Milito e sua moglie. Ma la cosa che odia di più sono i delitti, perché lo costringono a fingere di lavorare. E perché lavorare quando si può tranquillamente star seduti in ufficio immersi nella lettura della favolosa Gazzetta?
Ma se proprio è necessario indagare su qualche delitto, lo fa alla sua maniera: entrando nelle case del morto per guardare ì mobili, i tappeti, se la caldaia funziona e verificando la fattura dei lavori di muratura ed idraulica fatti nell’edificio. La soluzione del caso? E’ un insieme di circostanze e la sua disattenzione per i dettagli della scenda del crimine vera e propria viene immediatamente compensata dall’attenzione per i dettagli dell’immobile che in qualche modo finiscono per svelare tracce nascoste dell’assassino.
Ma davanti ad un delitto Mineo fugge in compagnia del suo assistente Milito a bordo dell’auto di servizio, cercando di evitare il più possibile i suoi superiori e le telefonate di sua moglie, alla ricerca di un posto tranquillo dove poter leggere la sua amata Gazzetta dello Sport ( magari su una panchina a bordo mare).
L’assassino scrive 800A, è un romanzo atipico nel panorama della giallistica italiana, con un personaggio che prende il lettore per la sua simpatia, per la sua capacità di mettere in evidenza cose, che in una normale scena del delitto sembrano senza senso, ma che alla fine concorrono alla soluzione finale del giallo.
La lingua presenta pochi inserimenti dialettali, i dialoghi sono veloci, le battute rapide e fulminee, tipiche di una scrittura televisiva, a volte nei dialoghi tra Mineo e il suo assistente sembra di assistere a un momento di vero ed esilarante cabaret.
Per il lettore appassionato di libri gialli è una lettura diversa, cui ci si deve avvicinare con curiosità, senza aspettarsi il classico personaggio da romanzo giallo siciliano lasciandosi travolgere dalla contagiosa simpatia di Mineo.

Mauro Grossi

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