Notturno Newyorkese




Notturno Newyorkese

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notturno-newyorkeseNon sono mai stato troppo bravo con le etichette, per uno come me, quando una storia è bella poco importa se si trova su uno scaffale o su un altro, se è stata pubblicata da Pinco Pallino o Tizio Editore o scritta da Scrittoron de Scrittori piuttosto che da Mr Smith.
La leggo e, se mi è piaciuta, ne scrivo anche un articolo.
Inoltre, disgrazia nella disgrazia, non storco le labbra quanto i generi si contaminano o, peggio ancora, quando finzione e realtà si mischiano tra di loro, funzionando meglio di alcuni romanzi bene educati e che osservano tutte le regole del genere di appartenenza.
Lo ammetto, sono un lettore indisciplinato, disordinato e onnivoro ma (quasi) libero da pregiudizi.
Sarà per questo motivo che ho amato il ciclo di storie di Batman Pulp e della controparte Marvel Noir o il romanzo Hammett di Joe Gores di cui, ovviamente, vi consiglio la lettura.
A questi e altri piccoli gioiellini si aggiunge Notturno Newyorkese, un albo a fumetti pubblicato da Sergio Bonelli Editore nella collana Le Storie, scritto e sceneggiato da Samuel Marolla e disegnato da Max Avogadro.
I due sono da lungo corso in Bonelli e hanno arricchito con i propri contributi Dampyr, Zagor, Dylan Dog, Nathan Never, solo per citare alcuni storici personaggi, e non mancano le numerose collaborazioni fuori dallo stivale e per cui è stato riconosciuto il loro valore.
A settembre, l’albo delle Storie è dedicato a Jake Russel, aspirante scrittore nella New York degli anni ’30. Mentre cerca di portare a terminare The Loser, il romanzo con cui cerca di sfuggire da un’esistenza di terz’ordine consumata in un albergo squallido in compagnia del vecchio Con, finisce nel mirino di loschi individui con cui ha un conto in sospeso.
Storie di un passato, di una vita precedente, che non può ricordare per via di un grave trauma che si è portato via la sua memoria.
Grazie alla sceneggiatura di Samuel Marolla, i lettori di Cornell Woolrich, Dashiell Hammet, Raymond Chandler, William Riley Burnett, James Crumley e di molti altri autori dell’epoca d’oro di Black Mask torneranno a respirare un’aria noir resa con particolare efficacia dai disegni di Massimiliano Avogadro che ricrea, con una leggera sfumatura onirica, le immagini in bianco nero di pellicole come La fiamma del peccato, L’infernale Quinlan e Viale del tramonto.
Se pensate che il Noir sia solo il nero detto alla francese, nessun problema. Leggetevi quest’albo, poi fate un salto indietro di sessant’anni circa e scoprite quali sono stati i maestri di scrittori come James Ellroy o cosa passava nelle sale cinematografiche prima dello splendido Angel Heart – Ascensore per l’inferno.
Attenzione però, non si tratta solo di una trama che gioca sull’effetto nostalgia per tutti quelli come me. C’è un sottofondo che attraversa tutta l’opera e si chiarisce nel finale – assolutamente non scontato – che innesca pensieri sull’esaurirsi della creatività e delle atmosfere di un’epoca giunta al crepuscolo.

Mirko Giachetti

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