Pura razza bastarda



Paolo Grugni
Pura razza bastarda
Laurana Editore
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Sergio Malfatti è un commissario di Polizia, di stanza alla Questura di Milano: ex partigiano, gira spesso con un basco rosso calato in testa, a sottolineare il suo passato e le sue simpatie politiche.  Per questo e per i metodi non sempre ortodossi, è malvisto dai superiori, ma non è il tipo da lasciarsi intimorire. Il romanzo si apre con il ritrovamento di un cadavere nei bagni dello stadio di San Siro. È solo l’inizio di un periodo contrassegnato da tanti morti ammazzati e dall’avvento della mafia nel capoluogo lombardo. Ciò porta alla quasi totale scomparsa della ligera, la malavita milanese, soppiantata da criminali ben più feroci e privi di scrupoli. Anche il commissario Malfatti è impreparato davanti all’arrivo del fenomeno mafioso; ad aiutarlo c’è il suo vice Vitale, un tenace siciliano allontanato dalla sua terra in quanto ritenuto troppo “scomodo” per certe persone.
Pura razza bastarda è il diario tenuto da Sergio Malfatti a partire dal 28 marzo 1965 per arrivare al 31 dicembre 1967. Annotazioni sulle operazioni di Polizia, accompagnate da notizie sulla vita privata del commissario e sui principali avvenimenti, italiani ed esteri, riguardanti politica, cronaca, cultura e sport.  Ne viene fuori uno spaccato di Milano e del nostro Paese in generale che fa rabbrividire. Alla continua avanzata della mafia si accompagna una sempre più crescente deriva dell’Italia verso destra, sotto l’egida della Democrazia Cristiana e degli Stati Uniti, preoccupati di un possibile pericolo comunista. Cominciano anche a esplodere le prime bombe, prodromi di qualcosa di ben più grave che si profila all’orizzonte.  Ad alleggerire il clima pesante ci pensano le annotazioni che svelano le passioni del commissario. Oltre alla relazione con la sfuggente Gloria, Malfatti racconta il suo amore per la musica, il cinema e la lettura. Ritroviamo così nomi altisonanti della canzone italiana e soprattutto internazionale, fra cui i Beatles, i Rolling Stones e gli emergenti Doors. E poi titoli di film e libri destinati a fare la storia del cinema e della letteratura. Non mancano i riferimenti ad alcune trasmissioni televisive, rigorosamente in bianco e nero, in attesa dell’avvento del colore. La vera passione del commissario è, però, il calcio, in particolare il Milan, di cui segue quasi tutte le partite casalinghe, nonostante siano anni bui per l’undici rossonero. (Qui apro una parentesi . Mi piacerebbe chiedere all’autore, noto tifoso interista, il perché della scelta di un protagonista milanista). Al di là di questa personale curiosità, Pura razza bastarda è un romanzo corale, pieno di personaggi di fantasia, spesso accompagnati da un soprannome, in particolare quelli della mala. Una delle figure di spicco è Il Comandante, un oscuro rappresentante dei Servizi segreti che dà delle dritte al commissario, per metterlo in guardia e fargli capire cosa stia accadendo in Italia e nel resto del mondo. Grugni ci regala anche un grande affresco di Milano, cui il protagonista è legato da un rapporto di amore e odio… più il secondo, in verità. Non ci resta che attendere, con impazienza, il seguito del diario di Sergio Malfatti.

Massimo Ricciuti

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