Colpire alla cieca – Marco Biaz



Marco Biaz
Colpire alla cieca
Elliot Edizioni
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Ivrea, anni Duemila, la vecchia fabbrica della Olivetti va al rogo. La sindaca della città e il sedicente ministro degli Interni vogliono stanare i colpevoli della distruzione incendiaria che mina la candidatura di Ivrea a patrimonio industriale dell’Unesco. Ci sarà ancora Massimo Gare, con il suo passato da dark e rivoluzionario e ora affermato uomo d’affari, dietro tutto questo? Anche se la sua vita è cambiata, anche se nel frattempo si è sposato, è diventato ricco, i sospetti ricadono tutti su di lui. Del resto, Gare era la coppia fissa di Iro, la vera rivoluzionaria del gruppo. E, si dice, ha avuto a che fare con il suo suicidio. E poi c’è Virna, la figlia di Iro, che irrompe nella sua vita, tale e quale la madre, bellissima e tenace, la Cieca, la chiamano, per la sua straordinaria abilità a sparare nel Poligono. Anche lei milita in un gruppo sovversivo, il KR: “un movimento, una confraternita di illuminati incazzati che voleva disfarsi di un presente morto per scongiurare il fallimento del futuro, la fine di ogni speranza.”
Denaro, rivoluzione, scenari industriali e bombe molotov sono il leit motiv di tutto il romanzo. La corruzione dilaga e c’è chi è disposto a tutto pur di fermarla. E Gare si fa trascinare di nuovo nel turbine. Ma la politica non ci sta, Gare va fermato. Il “figlio di Bob”, che fabbricava con loro le molotov, ora è ministro, e non può permettere che il passato torni a distruggere i suoi affari. 
«La politica celebra la sua impotenza, incapace di avere una visione complessiva, ridotta a governare nell’emergenza fissata sul presente e senza un domani, irresponsabile rispetto alle generazioni future, incapace di proiettarsi in avanti immaginando un’alternativa. Più consumi, più distruggi ciò che resta. È automatico e drammatico al tempo stesso. Questa è la fine del mondo, e noi vogliamo fermarla». Così racconta Virna. 
Ma Gare improvvisamente sparisce nel nulla. Saranno due donne a dargli la caccia, a cercare di stanarlo, mentre le verità sul suo passato emergono poco a poco. 
Colpire alla cieca è un romanzo che spinge molto verso il noir, che cerca atmosfere scure, personaggi iconici, che scivola un po’ spesso nella ripetizione, come se l’idea centrale fosse ripetuta troppe volte, ma che incalza con una trama accattivante. La sua pecca più grande però è l’essere troppo legato al romanzo precedente, Coincidenze: è consigliabile leggere i due romanzi in sequenza per apprezzarne al meglio la narrazione.

Caterina Nicolis Lundgren

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