Come navi nella notte – Tullio Avoledo



Tullio Avoledo
Come navi nella notte
Marsilio
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Torna in libreria Tullio Avoledo a poco più di un anno dal suo ultimo romanzo  “Nero come la notte” che si è meritatamente aggiudicato il Premio Scerbanenco 2020.
Marco Ferrari è uno scrittore. E’ emigrato in Germania e ha pubblicato con enorme successo numerosi romanzi thriller, tradotti in più lingue e apprezzati da un ampio pubblico. La vita a Friburgo – ridente cittadina super tecnologica, dove Marco si è ricostruito una vita e si è innamorato di una fotoreporter impegnata negli scenari di guerra – è tutto sommato serena e priva di emozioni.
Nel suo passato c’è il mestiere di poliziotto che – coinvolto in un grave episodio di pestaggio durante una manifestazione di estremisti di sinistra – si è pentito delle proprie azioni e ha collaborato con la magistratura, autodenunciandosi, per assicurare la giusta pena a chi fra le fila delle forze dell’ordine ha agito con violenza e spirito di sopraffazione.
Lo scenario in cui Ferrari si muove è il tempo presente dell’Occidente post-pandemia, un mondo totalmente cambiato in cui le relazioni umane sono ancora all’insegna della prudenza se non del sospetto, si usa la mascherina, si mantiene il distanziamento, le attività economiche si stanno solo in parte riprendendo grazie al Piano di Ricostruzione, i rapporti con la Cina si sono fatti strettissimi, quasi tentacolari. Le istituzioni repubblicane del Bel Paese sono nelle mani della Destra, più populista che mai, e il controllo statale sulla vita dei cittadini è particolarmente stringente e pervasivo.
Ferrari torna in Italia poco prima di Pentecoste, nel Friuli della sua infanzia e prima giovinezza, per vendere la casa al mare dei genitori, scomparsi anni prima. 
Lì assiste al rapimento di un anziano signore che passeggia in riva al mare col proprio cane e – involontariamente – si fa coinvolgere in un intrigo internazionale che vede contrapporsi, da un lato, un gruppo di neonazisti ramificato tra l’Europa e il Sudamerica e, dall’altro, la nuova superpotenza cinese che ha stretto un’alleanza strategica con molti paesi dell’UE, fatta di investimenti nei più disparati settori produttivi.
In un turbinio di eventi concentrati in pochi giorni, il protagonista dovrà affrontare sgherri dei servizi segreti, agenti di collegamento cinesi di stanza in Italia, ex poliziotti assoldati dai nuovi poteri occulti per fare servizio d’ordine, sovranisti con il culto della supremazia ariana: il tutto per impossessarsi – coadiuvato dalla misteriosa veterinaria Miriam – di un prezioso manoscritto, risalente alla Seconda Guerra Mondiale, contenente un accordo top secret fra l’allora ministro degli esteri del Terzo Reich, von Ribbentrop, e buona parte del gotha dell’imprenditoria e della politica occidentale di quel tempo sciagurato.
Avoledo, ancora una volta, dipinge con maestria e sensibilità l’affresco di un futuro distopico a partire dal presente incerto in cui viviamo ed è il primo autore italiano che ha voluto raccogliere apertamente la sfida di raccontare le inquietudini del mondo nuovo che ci si spalanca davanti, dopo che i nostri occhi increduli hanno visto accadere l’inimmaginabile.
Lo fa proponendoci un personaggio in apparenza più scanzonato dello Stokar di “Nero come la notte”, meno maledetto e più pacificato con se stesso, capace però di empatizzare con il dolore di chi ha attraversato la tragedia del Covid19, il tutto senza eccedere nel sentimentalismo di maniera.
L’ambientazione è evocativa, tra le spiagge semi-abbandonate di paesini che vivono solo di turismo estivo, malinconiche e crepuscolari quando le si visita fuori stagione, e la bellezza sontuosa di Trieste, splendida e mitteleuropea per tradizione e per vocazione.
Siamo “come navi nella notte”, ci spiega l’autore, spaventati e vittime del Fato o di poteri superiori che ci soverchiano, privi di punti di riferimento e in balìa di eventi più grandi di noi, tuttavia capaci di trovare una rotta, un modus vivendi, nei valori fondativi della nostra civiltà: la democrazia, la cultura, il rispetto per le differenze, la solidarietà.

Sabrina Colombo

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