Il dubbio del Killer – John Banville



John Banville
Il dubbio del Killer
Guanda
Compralo su Compralo su Amazon

Il romanzo “Il dubbio del killer” prende avvio dalle vacanze a San Sebastian, nei Paesi Baschi, di Quirke, anatomopatologo dublinese, e della moglie Evelyn, psichiatra poliglotta. Dapprima, anzi, c’è la presentazione di un killer che, per molte pagine, non sappiamo come entrerà nella vicenda. Ad ogni modo ci godiamo le vacanze dei coniugi Quirke, nonostante il marito sia un brontolone che si lamenta anche quando è rilassato e felice. Quirke ha una figlia, Phoebe, nata da un precedente matrimonio; anche lei vive a Dublino ed è in crisi con il fidanzato, che è il nipote di Evelyn. 

Quirke una sera crede di riconoscere una ragazza in un ristorante, ma non riesce a ricordarne il nome. Il caso vuole che Quirke si ferisca a una mano cercando di aprire un’ostrica. Si reca quindi in ospedale e lì ritrova la ragazza, che svolge il suo lavoro di dottoressa. Quirke improvvisamente ne ricorda anche il nome: April Latimer, la migliore amica di sua figlia. Ma non può essere lei, perché è stata uccisa anni prima dal fratello, che poi si è suicidato. Un grande scandalo che ha sconvolto una delle più importanti famiglie di politici irlandesi. 

A questo punto Quirke chiama la figlia Phoebe e le chiede di raggiungerlo a San Sebastian. Phoebe prima va ad avvisare uno zio di April, un importante politico che non crede a quanto gli viene raccontato. Anzi, suggerisce a Phoebe che il padre fosse ubriaco quando ha visto quella ragazza – il padre in effetti era un etilista, ma ora è guarito -.

Phoebe va anche alla polizia, dove il sovrintendente Hackett, pur non essendo convinto di tutta la vicenda, chiede all’ispettore Strafford di accompagnare Phoebe a San Sebastian,

Così abbiamo vari punti di vista nel romanzo: quello di Quirke e della moglie, quello di Phoebe accompagnata dall’ispettore e quello del serial killer. 

Non aggiungo altro per non rivelare troppo se non che, nonostante la trama sembri ingarbugliata, la lettura scorre veloce e ci si affeziona ai personaggi, in particolare a Quirke. Un misantropo malinconico ed eccentrico, che è senz’altro la figura meglio riuscita a John Banville. L’unico neo del romanzo è l’epilogo che, per quanto mi riguarda, mi ha un po’ lasciato con l’amaro in bocca, per un colpo di scena di troppo. 

Raffaella Bianchi

Potrebbero interessarti anche...