Il maledetto united

Sorprendente David Peace, che cambia genere ma non manca il bersaglio. L’autore del Red Riding Quartet, la claustrofobica quadrilogia nera ambientata nel cupo Yorkshire, e dello spiazzante Tokyo anno zero abbandona il noir per un incursione nel mondo del pallone. Lo fa sfruttando a pieno i punti di forza della sua scrittura tagliente e veloce e riproponendo i temi cari ai suoi precedenti romanzi: l’ossessione dei protagonisti figure mai banali e mai risolte alle prese con la propria coscienza popolata di inquietudini e fantasmi. The damned United (Il maledetto United, Il Saggiatore) č la storia di Brian Clough, icona del calcio inglese anni Sessanta, un simbolo nazionale, bomber di razza da giocatore, leggendario allenatore senza macchia dai modi bruschi e dal rancore profondo. Quella di Peace, inglese a tutto tondo che vive in Giappone, paese natale della moglie, non č una biografia e non č una celebrazione: č la storia dei 44 giorni di Clough alla guida del Leeds United, una delle squadre piů forti dell’epoca nei primi anni Settanta, per la quale Clough nutre una profonda antipatia. La scelta di accettare l’offerta del Leeds č, nel racconto di Peace, una sfida prima di tutto con se stesso per il tecnico inglese venerato dai tifosi del Derby County, squadra senza gloria che Clough ha portato in cima al calcio inglese con una serie di successi. All’apice di questa imprese, l’allenatore approda all’odiato Leeds: la missione, per Clough, č rivoluzionare la squadra piů antipatica e vincente d’Inghilterra. Una storia chiusa in poco piů di un mese che Peace racconta in presa diretta con il protagonista voce narrante tra presente e passato (il romanzo č un alternarsi in forma di flash tra l’avventura a Leeds e la scalata al successo con il Derby County). Se la storia – costruita su fatti reali romanzati, come giŕ nei precedenti libri – ha una sua forza naturale, a dare sostanza al romanzo č la caratterizzazione del personaggio Clough tratteggiata da Peace: un protagonista positivo, ma non esente da una dose – del tutto umana – di rivalsa, rancore, ossessione che ne fanno una figura completa e complessa al pari del giornalista del Riding Quartet e del poliziotto inquieto di Tokyo Anno Zero (ambientato tra le macerie del dopo guerra in Giappone). Cambiano i luoghi, il genere e le storie, ma Peace non perde l’angosciante luciditŕ di un narratore che partendo da storie personali riesce a raccontare un’intera societŕ e un mondo, in questo caso quello del calcio, dove i suoi protagonisti cercano disperatamente di orientarsi. Senza successo. Dal libro č stato tratto un film  in uscita in Italia a luglio.

matteo chiari

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