Il segno di Sarah Lotz



Sarah Lotz
Il segno di Sarah Lotz
Nord
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Le ultime confuse parole della vittima di uno degli incidenti: Pamela May Donald (1961-2012) registrate sul suo telefono portatile:

«Eccoli. Io… Snookie non deve mangiare la cioccolata, per i cani e` veleno, anche se te la chiedera`, piccolina. Il bambino guarda, il bambino guarda i morti ossignore quanti sono… Adesso vengono a cercarmi.
Presto ce ne andremo tutti. Tutti quanti. Ciao Joanie mi piace tanto la borsa ciao Joanie, pastore Len dica a tutti che il bambino, lui non deve…»
Da catalogare nel filone catastrofi in arrivo, questo thriller di Sarah Lotz Il Segno ,appena arrivato in libreria, pubblicato dalla Nord.

È un vero giovedì nero il 12 gennaio 2012, quando quattro aerei di linea precipitano in quattro diversi continenti a poche ore di distanza l’uno dall’altro. Un’inimmaginabile e spaventosa coincidenza che provoca più di mille morti, e uno dei disastri più angoscianti mai avvenuti. (Mi sembrano giorni iellati, se si pensa che il giorno dopo, il 13 gennaio 2012, la Concordia della Costa Crociere ha veramente fatto il suo mortale patatrac all’isola del Giglio). Presto si scoprirà che per quei i disastri non si è trattato di terrorismo, ma motivi più diversi hanno causato solo un’assurda e tragica fatalità.
O forse no? Perché, contro ogni logica, in tre casi ci sono stati dei superstiti. Tre bambini, due maschi e una femmina, vengono tirati fuori ancora vivi dai rottami: in Giappone, nell’oceano vicino alle coste britanniche e negli Stati Uniti, in Florida. Mentre nel quarto disastro, quello africano, che ha fatto moltissime vittime anche tra gli abitanti del povero quartiere dove l’aereo è precipitato, non risultano sopravvissuti.
Com’era prevedibile, pochi giorni dopo gli incidenti, i media hanno cominciato a scatenarsi: radio, televisioni, web, articoli giornalistici, lunghi editoriali e addirittura biografie hanno invaso il mercato sfruttando la morbosa curiosità del pubblico nei confronti sia di quei disastri aerei che dei piccoli sopravvissuti, da allora chiamati unanimemente «i Tre». Complottismo, malefici fantasmi assassini, invasione aliena e peggio? Le sette religiose impazzano con le loro profezie di sventura. Tra le diverse ipotesi anche la discesa sul pianeta dei Quattro cavalieri dell’Apocalisse per annunciare la fine del mondo. Isterismo, speculazioni, follia.
Ma certo nessuno potrebbe prevedere la catena di eventi che capitano in poco tempo e in rapida successione. Quei tre poveri bambini vengono trasformati prima in un mistero, poi un inquietante enigma. E, a un certo punto, sembra addirittura che ci sia anche un quarto bambino, superstite del disastro africano.
La suspense tiene, la storia incuriosisce, anche se forse a tratti si dilunga un po’ troppo.
Scritto con il ritmo e la minuziosa sequenza da inchiesta della presunta giornalista o scrittrice Elspeth Martins, Il Segno si avvale di riferimenti precisi, fatti e testimonianze dirette anche degli investigatori in carica nei diversi paesi e dei piccoli sopravvissuti.
A Elspeth non rimane che raccogliere tutte le informazioni disponibili, comprese le interviste rilasciate nel corso del tempo da chi si è preso cura dei bambini dopo gli incidenti aerei. E anche nell’ agosto 2012, a pochi mesi da quel maledetto giorno del gennaio 2012, i piccoli superstiti sono ancora al centro del dibattito mondiale.
Una cosa risulta chiara. I «Tre» hanno un certa influenza su chi sta loro vicino. Benefica? Malefica? Negativa? Positiva? Ma più Elspeth va a fondo nella loro storia, più gli interrogativi si accumulano stranamente. Chi sono o cosa sono davvero quei bambini?
Molte domande con per sola e quasi indecifrabile risposta la trama di questo romanzo che prova a spiegarci nelle sue ultime righe: «La vita di un libro non finisce con l’ultima pagina

Patrizia Debicke

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