La mano del diavolo – Robert Bryndza



Robert Bryndza
La mano del diavolo
Newton Compton
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Kate Marshall, ex detective, personaggio forte ma inquieto,  isente ancora dei traumi subiti nel passato. E nonostante che sia trascorso molto tempo, non è ancora riuscita a dimenticare quell’orribile esperienza. Il doversi difendere da infamanti accuse…  Per troppi anni ha dovuto combattere con i fantasmi di un personale inferno che continuavano a perseguitarla. Per  dimenticare aveva ceduto alla dipendenza dall’alcol ma, dopo aver  dovuto persino rinunciare a veder crescere suo figlio, innocente frutto dell’orrore, facendo ricorso agli alcolisti anonimi, era finalmente uscita dal tunnel. Aveva lasciato Londra, per trasferirsi a Thurlow Bay,cittadina sulla costa sud dell’Inghilterra. Là, con l’ appoggio di Tristan Harper, un giovane assistente, aveva  insegnato  criminologia nell’università di Ashdean, appena a sei chilometri di distanza. E proprio là, quando  il destino l’aveva  costretta  a rimettersi in gioco rischiando persino  la vita, era riuscita a farcela  con l’incondizionato supporto di Tristan e di Alan Hexsham,  vecchio orso e coroner regionale. Oggi lasciato ormai dietro le spalle il passato di ex detective e criminologa e riciclatasi come detective privat, grazie al successo delle sue indagini è diventata famosa anche a livello nazionale. La sua vita poi è completamente cambiata dalla morte della vecchia e cara  amica Myra che, per sostenerla e affinchè Kate avviasse la sua agenzia investigativa, le ha lasciato in eredità la sua casa e la fiorente attività di campeggio per roulotte sulla baia dietro la cittadina universitaria, uno dei migliori posti per fare surf del Devon e della Cornovaglia cosa che le garantisce una fonte sicura di mantenimento. L’agenzia investigativa decollata pian piano vede come suo fattivo socio Tristan Harper, suo ex giovane assistente all’Università di Ashdean con il quale gestisce anche il campeggio.
In questo romanzo,  siamo nel 2018, Kaete ha superato l’alcolismo e ha recuperato i rapporti con Jake, suo figlio, in California al terzo anno di università il quale però, invece di tornare in Inghilterra,  ha preferito  di passare l’estate a Los Angeles per l’estate per uno stage in un’importante casa cinematografica.
Ogni mattina, con qualunque tempo  Kate,  da provetta “ondina”, comincia la sua giornata con un tuffo e subito dopo si concede una bella nuotata . Ma quel giorno di giugno, qualcosa  va  storto perché, nel riemergere  si accorge che una fortissima  corrente la sta trascinando a fondo. Non riuscendo a venirne  fuori sta lottando per la vita…  E in quel momento purtroppo  Tistan non può aiutarla, perché è lontano e sta lavorando. È impegnato in un pedinamento  dall’altra parte della città…
Ventiquattro ore dopo, Kate si risveglierà in ospedale, ricoverata  in terapia intensiva, e  scoprirà   di essere stata soccorsa e  salvata da due esperti  surfisti, ospiti del suo  campeggio. E mentre comincia  a riprendersi, fa la conoscenza di un’altra paziente, Jean, un’anziana signora ricoverata nello stesso  reparto per un malore . Durante la loro comune degenza, Jean le racconterà  che undici anni prima Charlie, il suo nipotino  di tre anni era scomparso di notte, come svanito nel nulla  durante una vacanza in campeggio con la famiglia in una località boschiva chiamata Devil’s Way (la via del Diavolo) vicino a un fiume, nella parte orientale del Parco Nazionale di Dartmoor…
Una volta dimessa , Kate decisa a  saperne di più andrà  a trovare  la sua compagna di ospedale, che è ospite in un istituto per anziani. Là scoprirà che la  figlia di Jean e madre del bambino, Becky, non riuscendo a superare la perdita del figlio, si è tolta la vita sette anni dopo. Lei e Joel, padre di Charlie erano in vacanza con sua madre. Quella sera  Jean era uscita dalla tenda che occupava con il nipotino per fumare una sigaretta e Becky incolpava sua madre della sua scomparsa. Jean che veniva da un lunga esperienza di droga e di vita da hippie, aveva finalmente girato pagina e deciso di mollare il suo compagno.  Tuttavia, proprio quella sera questi, presentandosi all’improvviso, l’aveva costretta ad affrontarlo per  risolvere  la situazione. Per poco tempo  ma abbastanza perché al suo ritorno, il bambino fosse sparito. Avevano  cercato Charlie per  ore prima di segnalare la sua scomparsa alla polizia e  far partire le squadre di ricerca.  I cani avevano  seguito l’odore di Charlie fino al bordo del fiume ma poi … Gli inquirenti, presumendo un  rapimento, avevano anche  interrogato chi abitava nella  zona. C’erano molte probabilità  che il piccolo fosse caduto nel Devils Way e  annegato. Avevano proseguito con le  ricerche, dragato  il  corso del fiume. Ma invano  tutto si era rivelato inutile e, alla fine, avevano smesso di cercare. Jean, che ha perso prima il nipote e poi  la figlia, vorrebbe ad ogni costo saperne  di più per riuscire a trovare la pace.
Kate e  Tristan decidono  di accollarsi  il caso, pur non ignorando che le possibilità di ritrovare il bambino  vivo sono praticamente nulle. Ma  Kate, commossa da quella  tragedia, spera  almeno di riuscire a  trovare qualche risposta.
Comincerà faticosamente a ripercorrere la notte della scomparsa di Charlie undici anni prima. Che cosa era veramente successo ?
Partendo dalla revisione di tutti gli articoli sul caso e dalle poche prove rinvenute dalla polizia, risentendo gli agenti che avevano lavorato al caso e tutti i  testimoni di allora, scopriranno che il caso è ancora più intricato di quanto sembri.
Storia complessa e ben costruita! Un racconto sinistro denso di colpi di scena, novità, angoscia, dolore, bugie, personalità sospette, drammi familiari, malattie mentali, rivelazioni sorprendenti, piste sbagliate e dettagli scioccanti sulla vita e il comportamento dei personaggi, e non solo perché troveremo anche  ben orchestrati  depistaggi e ineluttabili disgrazie…
Kate sta costruendo ogni giorno di più con Tristan un rapporto più efficace dal punto di vista lavorativo. Tristan che, a sua volta, prende coscienza della sue capacità, diventa ogni giorno più sicuro di sé.
Ancora una volta, Bryndza ha creato una storia densa di misteri e affollata da personaggi credibili affrontando argomenti difficili : la perdita, gli sconvolgenti  effetti del dolore e della colpa in un romanzo  intrigante e stranamente commovente, in cui dimostra che talvolta purtroppo la verità può nascondersi nel buio.

Patriizia Debicke

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