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Ventiquattro nero

Seguo Cugia da una vita, ho letto ogni sua riga, e l’ho sempre preferito come autore (soprattutto radiofonico: dei bei tempi di Jack Folla) che come romanziere; ma in quest’ultima prova l’ho trovato in uno stato di notevole grazia, soprattutto stilistica. Il suo tocco delicato, intenso e rabbioso non risparmia nulla al nostro nevrotico presente: condensando in una trama dal battito noir (con nervature esoteriche) denuncia sociale, estrema e commossa fiducia nella parola letteraria e amore per il futuro.