Un gelido inverno per Pike – Benjamin Whitmer



Benjamin Whitmer
Un gelido inverno per Pike
Elliot Edizioni
Compralo su Compralo su Amazon

Non è mai…

Secondo l’Ecclesiaste “per tutte le cose c’è un tempo”. Senza ombra di dubbio si tratta di una di quelle massime che insegna più di quello che dice. Ogni cosa è destinata a finire, quindi non sembra esserci molto spazio per la disperazione per la fine di una felicità o l’inizio di una tristezza, ogni cosa ha una data di scadenza, il problema è capire quando.
A seconda che voi crediate che esista qualcuno incaricato di fissare la cronologia o se ciò che deve accadere accade a seconda dei mutamenti, o capricci, del caos o disciplinato della logica conseguenza di causa effetto poco importa, intanto per tutte le cose c’è un tempo e ciò che non accade non doveva accadere, oppure non aveva il tempo a disposizione.
Adoro quegli insegnamenti che, anziché stoppare le domande, le mettono in moto e alimentano una serie di pensieri avidi di attenzioni. Quello che più mi preme capire ora è semplice: qual è il momento in cui una cosa o una azione passa da un meraviglioso gesto di redenzione ad atto dovuto per riparare alle ingiustizie commesse?
Semplice, per tutte le cose c’è un tempo.
Un gelido inverno per Pike di Benjamin Whitmer è uno di quei romanzi che bada al sodo e fila dritto, non si perde in pagine noiose o si compiace nel creare un piccolo universo su carta. C’è una storia che procede senza intoppi e non ha paura di attraversare lo squallore con uno stile che non scade nel tono del machismo o si perde nei luoghi comuni degli uomini “duri”.
C’è un equilibrio che rende arte quella preziosa successione di frasi ad effetto che non scadono mai in anonime processioni barocche, post Chandler, organizzate da epigoni buoni con la penna ma privi di qualsiasi buon gusto.
Douglas Pike non è un santo, appena riesce a lasciarsi alle spalle il passato, cerca di riprendere le file della propria vita e con il socio Rory cerca di mettere assieme la dignità necessaria per condurre una vita dignitosa ma quel momento no è ancora arrivato e si ritrova a dover gestire l’arrivo di una nipotina di dodici anni e la morte della sua unica figlia.
Una serie di conti in sospeso con la propria coscienza lo porteranno a tentare di chiudere un paio di conti. Chi era quella figlia di cui non si è mai curato e perché la sua discendenza è nel mirino di Derrick Krieger, un poliziotto corrotto in fuga da Cincinnati?
Il conto arriva in un confronto spietato, completamente privo di buoni sentimenti, tra predatori che si aggirano nello squallore di vite ai margini ed esistenze sprecate per qualche spicciolo in più.
Lo confesso, mi è piaciuto molto e lo consiglierei a chiunque vuole uscire dalla carreggiata di quei titoli che sono sporchi solo nelle intenzioni e non nell’esecuzione.

Mirko Giacchetti

Potrebbero interessarti anche...