Che i cadaveri si abbronzino



Jean-Patrick Manchette e Jean-Pierre Bastid
Che i cadaveri si abbronzino
Edizioni del Capricorno
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Che i cadaveri si abbronzino. Sembra un consiglio, o meglio un invito urlato da qualche gringo nascosto tra le rovine di un paesino sperduto e polveroso del New Mexico. Il vento che trascina le sterpaglie lungo la via principale è deserta, le pistole puntante riflettono il sole che è implacabile spettatore dei destini che si stanno per compiere. Una scena tratta dal film “Gli Spietati” insomma.
Però non siamo nel Far West bensì nel dipartimento del Gard, Francia Meridionale. Qui troviamo Luce una delle protagoniste del romanzo, implacabile pazza che “…possiede tutto quel villaggio abbandonato, completamente in rovina, nel dipartimento del Gard, e ha l’abitudine di passarci l’estate. Ha fatto di quelle rovine una scenografia, disseminandole di amache, di tronchi dalle forme fantasmagoriche, di vecchi cavalli di legno da maneggio, d’altri oggetti ancora, raccolti e riadattati da lei, come quel lampadario barbarico formato da una serie di anelli di barrique, su ciascuno dei quali s’innestano sette candele.  Nel villaggio non c’è né elettricità, né acqua corrente, né telefono. Non sarebbe bello viverci sola. Per questo Luce ha installato una moltitudine di giacigli, alcuni in rovine a cielo aperto. E, ogni estate, i suoi amici sanno che possono raggiungerla per quelle che lei chiama le sue vacanze da barbari…”
E in effetti dei barbari li ospita davvero, tra questi alcuni gringos (appunto) capitanati dal bel Rhino (con un passato legato alla mala marsigliese) che dopo aver assaltato un furgone portavalori lasciandosi dietro una lunga scia di sangue proprio in questo villaggio sperduto cercano di far perdere le proprie tracce.
La trama è costellata di intrecci tra i disperati che tra quelle rovine cercano riparo o redenzione; ci troviamo per esempio anche un artista alcolizzato che si vede recapitare dalla macchina dei gringos in fuga la ex compagna accompagnata dal figlio e dalla baby sitter.
Ma le tracce della rapina sono facili da rintracciare e così ecco che due gendarmi in motocicletta arrivano in paese. Ne rimarrà solo uno, il gendarme Lambert che dovrà affrontare da solo la situazione, sceriffo isolato contro i malviventi.
Il tutto avviene nell’arco di ventiquattr’ore, con una notte di mezzo che vedrà non solo abbattersi sul paese un terribile temporale ma vedrà anche il cambio di alleanze e il compiersi di molti destini. Un romanzo dal sapore particolare e che si legge tutto d un fiato: perché la velocità è un tratto saliente di “Che i cadaveri si abbronzino” e suoi autori sono stati abilissimi nel rispettarla.
E poi diciamoci la verità: quanto sono gustosi i noir in Sauce Bearnaise? Quasi quanto un bicchiere di Champagne ghiacciato accompagnato da fragole fresche in riva al mare. La Costa Azzurra infatti, non è molto lontana.
Un Manchette inedito in Italia, da non farsi scappare.

Marco Zanoni

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