Sarah Langan : Virus



Sarah Langan
Sarah Langan : Virus
Kowalski
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Nel Maine, nella prospera e serena Corpus Christi la vita scorreva tranquilla per i suoi abitanti, personaggi tipici di qualsiasi cittadina americana con un buon tenore di vita. Dopo un incendio alla cartiera della vicina città di Bedford i boschi iniziarono a inaridirsi e gli animali a scomparire.
Nulla però lasciava presagire quello che accadde in una qualunque mattina invernale, quella in cui Lois Larkin, giovane e dolce maestra elementare decise di portare i suoi alunni in gita proprio al bosco di Bedford. 
Una giornata qualunque anche per Meg Wintrob, volitiva bibliotecaria, per sua figlia Madeline, eccentrica studentessa con i capelli tinti di viola e innamorata di Enrique, impiegato all’emporio di famiglia. Fenstad, psichiatra e marito di Meg si accingeva a visitare i suoi pazienti abituali tra i quali Lila, giovane madre con tendenze suicide. Nessuno di loro aveva la consapevolezza che quella sarebbe stata l’ultima giornata “normale” della loro vita.
Dalla gita Lois era ritornata senza James Walker, allievo un po’ strano e ribelle e sfortunatamente se ne era accorta solo una volta rientrata a scuola.
Le ricerche non danno esito, perché qualcosa di strano si è impadronito di James, qualcosa che in brevissimo tempo si impadronirà degli altri abitanti di Corpus Christi trasformandoli in maniera terrificante contagiati da una terribile follia.
Il libro inizia molto bene con accurate e divertenti descrizioni degli abitanti di Corpus Christi, il ritmo procede quindi più incalzante man mano che il contagio si propaga per rallentare verso la fine con scene di orrore puro. Un bel libro, tradotto anche in russo e spagnolo e nominato dal “Publishers Weekly” uno dei migliori romanzi del 2007. Autrice la trentunenne americana Sarah Langan.

Vuole presentarsi ai lettori di MilanoNera?
Ho frequentato il college nel Maine, quindi ho studiato tossicologia dell’ambiente all’Università di New York. Vivo a Brooklyn con mio marito (ci siamo sposati il 27 giugno 2008!) e un coniglietto.

Che tipo di storia ha voluto raccontare in Virus e perché ha scelto questa storia?
Volevo scrivere sulla corruzione degli eccessi, in particolare in America, che intacca non solo le famiglie ma anche la società e l’intera umanità. Dato che ho una predilezione per il macabro, un virus che spinge gli uomini a mangiare carne umana mi sembrava adatto. Mi sono anche divertita a raccontarlo.

Si è ispirata a qualche fatto reale?
Si, avevo in mente la guerra in Iraq e il virus ha qualche base scientifica ma nessuno dei fatti è reale. Quando ero ragazza mi ero tinta i capelli di viola come Maddie e giravo sempre in bici dappertutto, mi piaceva molto. All’asilo avevo un’insegnante di nome Lois Larkin, spero che non la prenda male se dovesse leggere Virus!

Pensa che i fatti descritti in Virus possano avverarsi?
Sono certa che i virus possono alterare sia la chimica del cervello che i comportamenti umani. D’altra parte l’alterazione dei mitocondri delle cellule umane era in origine un virus e l’influenza “spagnola” del 1918 aveva causato danni al cervello di alcuni sopravvissuti e li aveva resi psicotici. Cose terrificanti!

E’ una coincidenza che tanta malvagità avvenga in una cittadina chiamata “Corpus Christi”?
Non è una coincidenza. Ho cercato un collegamento con Corpus Christi nel Texas, luogo d’origine dell’attuale Presidente degli Stati Uniti. Per questo ho inserito i personaggi di James e Danny “Walker”.

Quanto c’è di lei nei suoi personaggi?
Tutti mi assomigliano un po’! Mi piace raccontare storie di persone tormentate. A volte si trattengono dall’essere malvagi, però ci provano! Se proprio devo indicarne qualcuno, direi che sto a metà tra Meg e Maddie.
Che messaggio vuole dare con il suo libro?
Che le civiltà basate sul consumismo sono intrinsecamente corrotte.

E’ mai stata in Italia?
Avevo trascorso un mese a Roma che mi era piaciuta moltissimo. Sto partendo per la luna di miele a Venezia, e conto di tornare. Amo moltissimo l’Italia.  

Ambretta Sampietro

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