Alibi di ferro



Tami Hoag
Alibi di ferro
Newton Compton
Compralo su Compralo su Amazon

Chi si aspetta da un Thriller, che ha nella trama i crimini commessi da un Serial killer, la consueta caccia all’uomo, troverà ben di più nel nuovo libro di Tami Hoag, uscito in queste settimane nell’edizione italiana curata dalla Newton Compton.  “Alibi di ferro”, questo il titolo, difatti è un “giallo” decisamente fuori dagli schemi standard del genere. Il rischio, ovviamente, è di scontentare i lettori più abitudinari, quelli per intenderci che usano un romanzo solo come “sciacqua-cervello” a fine giornata prima di addormentarsi.
Il protagonista di questa vicenda è soprannominato, dai giornalisti del Minnesota, che si gettano subito con voracità sulla vicenda, il “Crematore”, visto che dopo ogni omicidio, con ritualità metodica, egli dà fuoco ai corpi delle sue vittime. Dopo le prime due donne uccise  – due prostitute – però la ferocia dell’assassino sembra essersi concentrata sulla figlia di un ricco possidente della città. Ma una serie di ragioni – non ultima la decapitazione della salma – rendono difficile l’identificazione e in soccorso della polizia locale viene convocato Quinn, un esperto dell’F.B.I. che anche il Seriale conosce e apprezza.
Altra particolarità di quest’ultimo omicidio, conclusosi in un giardino pubblico, è la presenza di una testimone, una ragazza sbandata e senza casa, dedita agli stupefacenti, che dopo aver visto l’assassino in azione ha chiamato le forze dell’ordine.
Ha davvero visto il Serial killer in volto? È in grado di riconoscerlo e di Aiutare la polizia fornendo un identikit dell’uomo? Dopo un primo momento di sbandamento, la ragazza viene aiutata a collaborare da un’avvocatessa, che in passato, quanto lavorava nell’F.B.I., aveva avuto una relazione con lo stesso Quinn.
Proprio le analisi di quest’ultimo portano gli inquirenti a capire che tra le intenzioni dell’assassino vi è quella di sconvolgere l’opinione pubblica, richiamando sempre più l’attenzione della gente su se stesso – con l’efferatezza dei suoi omicidi. Il rituale, di cui l’incenerimento è forzatamente l’ultimo atto, prevede difatti una serie di atti di un’inaudita atrocità. Al patologo incaricato dell’autopsia il corpo racconta che la giovane vittima è stata strangolata “gradatamente”, che il Serial killer ha infierito su di lei con una serie di colpi di coltello al torace (fino a formare una specie di disegno), e -quando era ancora viva, amputandole i capezzoli e l’aureola del seno. I lettori più sensibili sono avvisati…
Man mano che la vicenda avanza, il lettore scopre che quasi ogni personaggio della vicenda ha il suo bello scheletro nell’armadio, e il ritmo della storia si fa di capitolo in capitolo sempre più coinvolgente. Ma ciò che soprattutto coinvolge in questo romanzo della scrittrice americana, che ha venduto più di 40 milioni di copie di libri nel mondo, è la caratterizzazione e lo scavo dei personaggi. Dagli investigatori al Seriale, e poi via via tutti i cooprotagonisti della vicenda, mentre la trama scorre, si ha il piacere di conoscere sia i pensieri sia i caratteri psicologici di quanti prendono parte alla trama. Se poi si aggiunge che Alibi di ferro  è stato scritto dalla Hoag nel 1999 (titolo originale Ashes to Ashes – e quindi con grande anticipo rispetto all’introduzione di tanta analisi psicologica dei personaggi portata nella Crime novel da Paula Hawkins, con La ragazza del treno – si potrà ancor più apprezzare lo spirito innovativo dell’autrice.

Flaminia P. Mancinelli

Potrebbero interessarti anche...