Le solitudini dell’anima

Maurizio De Giovanni


Maurizio De Giovanni
Le solitudini dell’anima
Centoautori
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Una raccolta di racconti, ognuno dei quali diviene una vera e propria perla incastonata all’interno di poche ma eccellenti pagine. “Le solitudini dell’anima” è la nuova raccolta pubblicata da Edizioni CentoAutori, una casa editrice che ho imparato ad amare e a cui sono ormai affezionata. Maurizio De Giovanni, in questi racconti, in queste intense e significative storie, ci incanta come solo la sua scrittura sa fare. Dolce, attento, saggio nell’uso delle parole: sono pochi gli scrittori che riescono a trasmettere tutte queste emozioni con lampante affabilità. Ognuna di queste storie ci trasporta in un mondo nuovo e sconosciuto, ce lo fa percepire come realtà, ci accosta a emozioni, profumi e sensazioni che abbiamo dimenticato o che non abbiamo mai provato. Storie di vita, storie malinconiche, storie d’amore e storie divertenti: ecco ciò che si può trovare in questo splendido libro. Con un elemento in più: la scrittura romantica e travolgente di Maurizio De Giovanni. L’incipit è forte e chiaro: “Dieci centesimi”, un racconto sulla gioventù del commissario Ricciardi, già da anni martoriato dal Fatto che lo accompagnerà per le avventure future. E la storia del momento in cui decise qual era la strada giusta da prendere, per uno come lui. E poi, la storia di un amore lontano e inaccessibile, che fa sognare e rabbrividire allo stesso tempo. “Ti voglio bene” è una vera e propria poesia che scalda il cuore e commuove. “Un mestiere come un altro” è il racconto di una vita importante, il resoconto di ciò di cui l’uomo potente è capace, con tutte le conseguenze che scelte affrettate o ponderate possono comportare. “Poverini” è una storia brevissima, bellissima, forte e sconvolgente. De Giovanni salta da sentimenti d’amore, d’odio e di passione a descrizioni dei sobborghi, delle abitudini e dei profumi di una delle città più poetiche del mondo. Ci si sente lì, nel cuore di Napoli, si riesce a percepire l’odore, il calore di una città che resiste e resisterà per sempre, qualsiasi saranno gli eventi che la colpiranno. “La mano nei capelli” è un altro dei racconti affascinanti e di stampo noir, la storia di una passione sconfinata, talmente tanto potente da portare conseguenze inimmaginabili. Così come “Il purificatore”, storia dall’epilogo sconvolgente, che lascia completamente di stucco. “Giura sulla vita di papà” rappresenta perfettamente l’amore di un figlio per un padre, e del padre per i propri figli. “Fastidio” è uno spaccato sociale: perché Maurizio De Giovanni non racconta storie disimpegnate, che vogliono limitarsi a intrattenere, ma ha una forza narrativa e descrittiva che mira a far riflettere. A raccontare alcune realtà nascoste o ignorate, che preferiamo non affrontare ma che è necessario affrontare. De Giovanni ci racconta la società odierna, con tutti i suoi pregi e i suoi numerosi difetti, non facendoci mai annoiare, non stancandoci mai, facendoci sentire membri attivi e partecipativi della vita in cui viviamo, del gruppo a cui apparteniamo. Ma De Giovanni, oltre a spingerci a sentire, a capire e ad ascoltare, sa anche come farci ridere. “Le beffe della cena, ovvero: piccolo manuale di sopravvivenza nell’intrattenimento in piedi” è un vero e proprio manualetto beffardo e ironico su come sopravvivere a feste, festini o aperitivi all’impiedi, una delle più terribili torture che la società moderna impone all’uomo medio. Il tremendo momento dell’invito e la descrizione di tutte le fasi dell’agghiacciante festa all’impiedi strappano risate sincere: è impossibile non condividere l’allegria e la simpatia di questo geniale scrittore. De Giovanni sa emozionare, sa far ridere o piangere, sa farci vivere attivamente ciò che ci sta raccontando, sa trascinarci e coinvolgerci. E anche questa raccolta di racconti dimostra la sua infallibilità.

Federica Bruno

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