Uomini che odiano le donne



stieg Larsson
Uomini che odiano le donne
marsilio
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All’inizio ti chiedi quando si deciderà a decollare. Poi non vedi l’ora di continuare a leggerlo per capire come andrà avanti. All’ultima pagina ti spiace che sia finito, ma ti consoli pensando che è una trilogia.

Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson è la storia di Mikael Blomkvist, giornalista bravo, buono, intelligente, integerrimo, affascinante e perfino – lo si intuisce – bravo a letto. Insomma, il tipo che puoi stimare, ma a cui non ti affezioni.

La sua compagna di investigazioni invece è il personaggio di cui ti innamori e per cui fai il tifo sempre, qualsiasi sciocchezza si metta in testa: Lisbeth Salander, così fragile da essere diventata una vera dura, pazza e geniale, hacker e punk, è il punto di forza del romanzo, la ragione per cui ne raccomando la lettura. Se non fosse cattivissima educazione spoilerare la storia ai lettori, dovrei citare due scene che vi daranno grande soddisfazione, soprattutto se siete donne e non ne potete più dello stereotipo della fanciulla in pericolo.

Mikael Blomkvist è incaricato da un anziano magnate svedese di indagare sul presunto omicidio dell’amatissima nipote, scomparsa trent’anni prima. Le indagini lo porteranno a vivere in un’isoletta del Norrland, fra mattine invernali a -37°, segreti di famiglia e avventure amorose, in una profusione di nomi svedesi (se non riuscite a pronunciarli, potete sempre limitarvi a guardarli). All’indagine principale si incrociano altre storie parallele: i guai della rivista Millennium, le avventure di Lisbeth Salander e le perfide mosse del super cattivo Wennerström, deciso ad affossare Millennium e tutti i suoi scomodi giornalisti.

Uomini che odiano le donne è il libro adatto a chi ama i lunghi romanzi, che partono come un diesel, ma dopo un po’ catturano tutta la tua attenzione. L’intreccio non è banale e tocca temi scottanti, anche nella gelida e progredita Scandinavia: il rapporto fra pubblicità e informazione, lo spionaggio informatico, la violenza sulle donne.

Claudia Arrigucci

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