Ventiquattro mesi da calabrone

Ci sono fenomeni in natura che si fanno fatica a spiegare come, ad esempio, il volo del calabrone. Data la piccola dimensione delle ali, in rapporto alla sua massa, la scienza per anni non è riuscita a spiegare come riuscisse a volare. Non era possibile.
Poi, grazie ad un’attenta analisi al microscopio, si è scoperto che le ali non erano lisce e per questo permettevano all’insetto di librarsi in aria.
Il nostro volo è cominciato due anni fa. E a ripensare a tutto quello che è accaduto sembra davvero un’eternità. Se si trattasse di un fidanzamento si penserebbe alla convivenza, magari al matrimonio.
Fosse un PC o un telefonino sarebbe quasi ora di cambiarlo, un’auto avrebbe superato la metà del leasing, un romanzo sarebbe stato ristampato in economica o scomparso per sempre dalle librerie. Non si tratta di nulla del genere,però, ma di MilanoNera Mag, la rivista che stringete fra le mani, la prima web press in noir italiana, cartacea e gratuita, che proprio in questi giorni spegne due candeline. L’avventura cartacea, dopo due anni di gavetta sul web, cominciò nel maggio 2008, proprio fra gli stand affollati del Salone del Libro.

Un primo numero diventato ormai da collezione: aprivamo con interviste ad autori del calibro di Lucarelli, Lansdale e Padura Fuentes e presentavano la rivista in un evento estemporaneo con Carlotto e Pinketts.
I mesi sono passati, l’entusiasmo non è venuto meno e oggi siamo ancora qui con un Mag che è diventato mensile (all’epoca era bimestrale) e full color. La passione continua a guidarci. Teniamo duro ed usciamo in libreria tutto l’anno, nonostante le endemiche ristrettezze economiche del mondo della carta stampata, ma con la determinazione del calabrone: sapevamo di poter volare, a dispetto di tanti che sostenevano il contrario e lo stiamo dimostrando. Andiamo avanti per la nostra strada perché leggiamo noir e siamo ottimisti.
E se vi è venuta voglia di sfogliare tutti i numeri cartacei del nostro Mag potete farlo cliccando qui: http://issuu.com/milanonera. Buona lettura.

paolo roversi

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