Italian Sharia



Paolo Grugni
Italian Sharia
Perdisa
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“La storia che state per leggere è frutto della fantasia dell’autore. Ma per una volta, qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o scomparse, non è assolutamente casuale”. E non a caso Italian Sharia è dedicato a Hina Saleem e Sanaa Dafani, uccise dai familiari in provincia di Brescia e di Pordenone, con l’accusa di non aver rispettato le leggi dell’Islam. L’analogia tra la tragedia delle due giovani donne con quella di Amina, uccisa dal padre perché non era una buona musulmana, e Zahra, condannata allo stesso destino della sorella e per questo ricondotta a Marrakesch, raccontata nel romanzo è volutamente mal celata. Solo che questa volta siamo nella provincia toscana, tra Sesto Fiorentino e Prato, a giugno, durante i giorni che succedono al decesso di Michael Jackson e un uomo scopre una terribile verità: altre ragazze sono state ricondotte nei loro paesi d’origine per subire la stessa condanna sotto silenzio. Sarà inevitabile per lui, addetto stampa di mezza età al comune e insegnante d’italiano in un corso per immigrati, tentare di salvare Zahra. Un viaggio tra le contraddizioni dell’Italia, un paese paradossalmente molto meno laico di quanto vuol  apparire e il Marocco, per scoprire che, citando Zeitgeist , il film diretto da Peter Joseph, “le istituzioni religiose di questo mondo sono alla base della sporcizia”.

Italian Sharia è tutto questo: la storia di un eroe borghese, un’indagine letteraria, magistralmente documentata, su uno scottante tema d’attualità, una panoramica sui fatti di ordinaria e ottusa intolleranza culturale e cattiva convivenza interraziale, una critica al fanatismo e a ogni estremismo religioso, politico  o ideologico.  Con Italian Sharia, Paolo Grugni, come il suo protagonista (di cui non viene mai rivelato il nome), scrittore anche lui, compie un vero e proprio atto di militanza linguistica, avviato già con Aiutami, il j’accuse contro l’insensibilità nei confronti della violenza sugli animali, perché “la letteratura conserva la vita come la vita non riesce a conservarla”. Da leggere. Assolutamente.

Francesca Colletti

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