La possessione di Mr Cave – Matt Haig



Matt Haig
La possessione di Mr Cave
Edizioni E/O
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In cosa si può trasformare un mite antiquario costretto ad attraversare durante la sua vita gravi lutti familiari? In un inquietante “fascista” fin troppo impegnato nel giudicare la vita della amatissima figlia quindicenne. “Potrebbe essere che il desiderio di proteggere sia il desiderio di possedere?” È questo il filo conduttore del romanzo di Matt Haig il cui protagonista è Terence Cave. La determinazione del protagonista, Mr. Cave, nel proteggere l’unica persona amata sopravvissuta, la figlia Bryony, dotata di gran talento musicale, incanala il linguaggio poetico di John Keats e le armonie di Beethoven in un’orchestrazione disturbata di iperprotezione e paranoia. La morte del fratello gemello di Bryony, Reuben, a seguito di un feroce bullismo di quartiere, la tragica scomparsa della nonna paterna e l’omicidio della madre dei gemelli durante una rapina fallita aiutano a creare una atmosfera veramente cupa durante tutta la narrazione. In una “lettera” lunga un libro, scritta nell’immaginazione di Terence al sempre più indignato Bryony, il padre afflitto cerca di spiegare le paure che lo spingono a gravare sulla figlia con regole draconiane, arrivando a molestare ed interrogare i suoi amici e, infine, ad affrontare il suo fidanzato Denny ritenuto peraltro indegno. Haig lavora potentemente, estendendo all’estremo quella che è essenzialmente un’idea per un racconto, aderendo completamente al punto di vista ossessionato di Terence, poiché le immaginazioni ingannevoli del personaggio portano ad allucinazioni vere e proprie fino ad un ultimo atto violento. La narrazione degli approcci di Terence alla genitorialità di Bryony a volte può essere scomoda per il lettore, ma quando approfondiamo le esperienze emotive e psicologiche che sta vivendo, iniziamo a entrare in empatia con le sue azioni, come scomoda è la tensione continua di chiedersi fino a che punto si spingerà questo padre per proteggere sua figlia, e la sua assoluta testardaggine nel non lasciarsi andare. Commovente o straziante che sia questo libro è una vera analisi di come a volte il dolore non sia isolamento e tristezza ma cercare di aggrapparsi pericolosamente alle uniche cose che ti rimangono e che veramente pensi di amare.

Gianluca Iaccarino

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