Libri per ragazzi: Eva e la sedia vuota – Donato Carrisi


Donato Carrisi
Eva e la sedia vuota
Longanesi

Dopo Pulixi anche un’altra grande firma del noir italiano sconfina ed entra nei territori della letteratura per l’infanzia, con alcune differenze però. Se lo scrittore sardo nel Mistero dei bambini d’ombra si rivolgeva a lettori preadolescenti agitando nello shaker dell’ibridazione magia, storia dei nativi d’America, cultura popolare degli stessi e riti ancestrali (veri? inventati? chissà) precedenti l’arrivo dei coloni europei, Carrisi è più enigmatico, in ogni senso, secondo la sua inconfondibile e inimitabile cifra personale di d’autore.

Intanto, Carrisi dedica questo suo piccolo libro di appena 60 pagine a bambine e bambini (o viceversa, come si può dedurre dal finale), ma che anche “gli adulti potranno leggere con occhio diverso” dice lui stesso. Ad esempio, come un mini-prequel de La casa delle luci, dove anche una piccola Eva giocava un ruolo primario con il suo amico immaginario e perduto per “l’addormentatore”. Il nuovo volumetto si apre con una tavola a doppia pagina che riporta alla mente la casa di Psycho e viene ripetuta in chiusura. Nulla di efferato e terrificante avviene, ma qualcosa di molto inquietante sì. Eva vive sola nella grande casa e non ha paura, ma cerca amiche e amici parlando con tavoli, lampadari, specchi ecc. che purtroppo tacciono. Finché una sedia vuota risponde: è un bambino che però Eva non vede, anche se sente la sua voce. Con un finale sorprendente, a rebours, ancora più inquietante.

La forza supplementare del libro sta nella strepitosa sintonia tra testo, immagini e progetto grafico. Ogni pagina ha una o due (una sola volta quattro, spesso nessuna) righe incatenate a rime baciate che danno lievità e attrattività pure a lettori piccoli, in virtù anche di un linguaggio secco e chiaro. I neri e grigi sfumati su grandi spazi bianchi di Paolo d’Altan accompagnano il testo suggerendo atmosfere, dettagli, echi, rimandi. La grafica, a partire dalla copertina, lega e valorizza il tutto, in spirito servizievole, mettendosi cioè al servizio del lettore e rifuggendo da arditezze (pseudo)creative “piacioni” per adulti non rare nei libri per bambini purtroppo
Da 6 anni 

Fernando Rotondo

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