L’ingannevole fascino del passato – Riccardo Landini



Riccardo Landini
L’ingannevole fascino del passato
Laurana
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Brenno Sandrelli vive con un trauma che gli pesa addosso come un macigno; quando era bambino, i suoi genitori sono morti in un incidente stradale e suo fratello Manlio l’ha abbandonato preferendo una nuova vita in Australia.

Così, quando Manlio trent’anni dopo si ripresenta da lui, nel suo ufficio di perito assicurativo, lo shock e il fastidio di un passato che torna insistente (dopo gli anni di sforzi per renderlo inesistente) tramutano il suo presente in un mondo del tutto nuovo. Perché suo fratello è tornato? Brenno sente che c’è qualcosa che non torna, d’altronde per sbarcare il lunario e quasi in segreto, si occupa anche di risolvere qualche questione poco chiara e decisamente borderline secondo i canoni della Legge. Diciamo che anche Brenno ha un passato poco chiaro e poi ha un certo fiuto per i casini ma decide di stare al gioco suo malgrado, ospitando il fratello e cercando di far quadrare una situazione generale, anche sentimentale, su cui ha sicuramente molto materiale su cui riflettere.

Inizia così un grande gioco in cui c’entreranno gli affari poco puliti di qualche carabiniere, della malavita organizzata, di suo fratello Manlio, in un vortice che porterà il protagonista a viaggiare per mezza Italia, sulle tracce o pedinato a sua volta, in cerca di indizi, persone e risposte con una scia di sangue che via via si allarga sull’asfalto.

Leggendo L’inganneole fascino del Passato a tratti vengono in mente le atmosfere dell’Alligatore di Carlotto. Quello che conta comunque, alla fine, è che il nuovo romanzo di Riccardo Landini è davvero un gran bel noir, con una trama fitta, personaggi realistici e storie che s’intrecciano alla perfezione. 

Da leggere, assolutamente. 

Marco Zanoni

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