Promemoria per il diavolo -Paolo Regina



Paolo Regina
Promemoria per il diavolo -Paolo Regina
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Non aveva radici, né protezioni in quel luogo per chiedere giustizia o pensare di essere salvato. E allora aveva iniziato l’operazione “Mimesi e Nemesi”. Nessuno lo avrebbe più considerato un estraneo perché nessuno si sarebbe più accorto della sua presenza”.

Paolo Regina con questo thriller che è più un giallo e ancor di più un poliziesco fa molto altro che imbastire una narrazione di azione e suspense, strizza l’occhio all’enorme produzione editoriale degli ultimi decenni della psicologia moderna che spiega le ragioni del perché si uccide e del perché si decide di farlo. Joel Schumacher, a suo modo, ci aveva già provato nel 1993 con la celeberrima pellicola “Un giorno di ordinaria follia”, ma quella restava fiction e sottolineava, in realtà, solo alcuni aspetti sociali di una comunità egoista e incattivita. 

Le ragioni della psicologia moderna dicono altro e scavano molto di più nel profondo dell’animo umano. Ed è da questa introspezione che Regina parte per presentare e parlare del suo killer, un assassino strano, insolito, che trucida esponenti della ricca borghesia di Ferrara e firma tutti i delitti lasciando accanto oggetti di uso normale e comune. 

È follia questa? O è solo dolore non curato, ignorato, magari deriso? 

Promemoria per il diavolo pone interrogativi esistenziali in pagine di vera tensione narrativa e finisce per il confondere piacevolmente i lettori anche grazie al fatto che l’autore, lungi da voli pindarici stilistici, racconta il tutto nella prosa più adatta a un romanzo di genere. 

Interessante e parecchio anche il canto controcanto che Regina costruisce tra la vice questore Uta Keller e il capitano della Guardia di Finanza Gaetano De Nittis, chiamato a darle supporto nell’indagine sul killer dei ricchi signori ferraresi. E se al lettore distratto potrebbe sembrare che Paolo Regina tifi spudoratamente per i “maschi” e pochissimo per le “femmine” bisogna allora che faccia più attenzione perché tra le righe tutto quello che l’autore pare sottolineare negativamente di Uta è in realtà ammirazione pura. 

Antonia del Sambro

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