Amici assoluti



John Le Carré
Amici assoluti
Mondadori
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É un universo in sfacelo quello di le Carrè, sono finite le spie, sono finiti gli intrighi da guerra fredda e il mondo unipolare non lascia scampo all’inventiva, ne tanto meno alla novità.
Tutt’altro: le Carrè rilancia, legge la storia di oggi e proietta la trama del futuro, del nostro futuro e sopratutto presente.
Il mondo di Amici Assoluti è un viaggio vissuto sulle spalle di un rispettabile inglese incappato per caso nel gioco delle spie, quando ancora i muri dividevano Berlino e il colore rosso imperversava nella politica.
É la storia di un uomo che, privo di passioni, ma ispirato da altri giovani imbevuti di marxismo finisce a studiare in Germania, fra decine di illusi radicali: figli di papà, future avvocatesse, silenziosi barbuti e lui, l’unico esemplare speciale: Sasha.
Sasha figlio di un pastore filo-nazista e collaboratore degli americani. Sasha, zoppo, brutto, ma dotato di una lingua in grado di infiammare gli animi. Sasha che guardando negli occhi il giovane inglese, Ted Mundy, vede l’idealizzazione del compagno perfetto per la lotta di classe.
Tuttavia il destino è beffardo, gioca brutti scherzi e ci si può ritrovare divisi da una decina di centimetri di calcestruzzo. Ma l’amicizia, quella vera, va oltre i regimi, supera le cortine di ferro, le leggi di mercato, segue il suo fiume, le cui schiuse però, vengono dettate dai grandi capi dello spionaggio.
Passano gli anni, crollano i muri, non i sogni di lotta di chi ha sempre voluto combattere.
E Mundy se ne rende conto, nonostante i sessant’anni che bussano alla sua porta, lo capisce non appena Sasha dopo quindici anni dalla caduta del mondo sovietico, si ripresenta nella sua vita proponendogli l’ultima battaglia.
Potrebbe rifiutare. Potrebbe. Ma il passato ha il profumo di nostalgia, e l’amicizia, quella vera, quella che attraversa gli anni, le lotte, gli intrighi, le trappole, l’odio e l’amore, il volere degli Stati; quell’amicizia, è semplicemente Assoluta.
John le Carrè proietta nella mente di un sessantenne abituato a vedere bianco o nero l’aberrante possibilità che il grigio possa essere l’unico colore reale. Usa e abusa della teoria della tensione, applicandola ai giorni nostri, spiegandola come mai nessuno. Ponendo il lettore a interrogarsi su tutti gli attentati avvenuti negli ultimi anni in Europa.
Un libro scritto nel 2003 che fa riflettere su cosa stiamo affrontando oggi.

Giuseppe Squizzato

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