Il gioco del suggeritore



Donato Carrisi
Il gioco del suggeritore
Longanesi
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Un incubo a forma di libro, ecco cos’è Il gioco del suggeritore . Una storia che tiene avvinto il lettore pagina dopo pagina in un crescendo di tensione. Come tutti i romanzi di Donato Carrisi, del resto e che segna il ritorno in primo piano di Mila Vasquez.
Sempre in bilico fra il mondo reale e quello virtuale, è  una favola nera che tanto favola in fondo non è, perché gli elementi su cui si fonda, soprattutto quello centrale rappresentato dall’esistenza parallela che ci si poteva cucire addosso quando era in auge quel gioco-social chiamato Second life, per quanto possano apparire a prima vista fantascientifici e irreali, appartengono tutti al nostro vissuto.
Quanti utenti di internet non sono entrati, o non hanno avuto la tentazione di farlo, in Second life, che letteralmente spopolava fino a pochi anni fa? Dopo aver avuto un enorme successo, il gioco a poco a poco è stato abbandonato, sostituito da altri programmi, da altre “verità” virtuali, in cui rientrano anche i social, ma niente garantisce che in un prossimo futuro non possa tornare in auge con altre forme e regole e finire per spingere l’umanità in quel baratro di autodistruzione generato dalla mente perversa della malvagità. Proprio come avviene nel romanzo.
L’autore, Donato Carrisi, è  un criminologo, dotato delle competenze giuste per sondare le personalità perverse di chi ha scelto il male e l’altrui sofferenza.  Questa esperienza professionale, avvertibile fin dalle prime righe, dà il ritmo al romanzo di cui non si può rivelare molto senza togliere piacere alla lettura. Solo pochi accenni e qualche indizio, giusto per stuzzicare l’appetito ai lettori appassionati di storie che parlano di serial killer.
Tutto ha inizio con il massacro esageratamente cruento di una famiglia che aveva scelto di vivere in un luogo isolato in mezzo ai boschi senza strumenti tecnologici. Niente televisore,  né elettrodomestici, né luce elettrica, né radio. E soprattutto senza internet. Nella villetta c’è solo un vecchio telefono cellulare privo della possibilità di accedere alla rete. Deve servire unicamente per le emergenze.  E infatti, viene usato una notte per chiamare la polizia e segnalare la presenza di uno sconosciuto al cancello.
Si tratta di un uomo che appare subito minaccioso perché, come spiega la donna che effettua la chiamata: “ha spaventato le bambine”.
Le bambine sono due, sono gemelle di pochi anni, e fino a quel momento la loro vita, in quel rifugio fra i boschi, con mamma e papà, era stata serena e sicura. Purtroppo la telefonata viene fatta in una brutta nottata: nella zona infuria un temporale violento.  Gli agenti che ricevono la chiamata non possono accorrere subito. Quando lo fanno si trovano di fronte all’orrore: tutto, nella casa, è letteralmente inzuppato nel sangue cosa che fa subito pensare a un massacro. Un solo dettaglio non torna: mancano i corpi degli uccisi anche se la ricerca del Dna rivela che l’intera famiglia, bambine comprese, è stata brutalmente assassinata.
A sciogliere l’enigma viene chiamata Mila, un’ex poliziotta che un tempo, prima di congedarsi, aveva avuto a che fare con omicidi seriali particolarmente efferati, anche se il presunto autore di quella carneficina, grazie a una soffiata anonima, è stato subito catturato. Si tratta di un uomo dal corpo interamente ricoperto da numeri tatuati sulla pelle. Una creatura mostruosa che non parla e che dalla cella di massima sicurezza in cui è rinchiuso, non comunica in alcun modo con gli agenti.
L’ex poliziotta viene coinvolta nelle indagini contro la sua volontà per un dettaglio agghiacciante che la chiama direttamente in causa.
Prende il via un’indagine senza respiro fra due realtà: quella del mondo reale e quella criminale. Un’indagine a rotta di collo, perché l’ex poliziotta finisce per entrare in un gioco assassino del quale ignora tutto: regole, giocatori e tempi. Solo una cosa le è chiara: la posta in gioco per lei è altissima.
Un libro che toglierà il sonno a molti, ma soprattutto a chi frequenta assiduamente la realtà fittizia della rete e dei social e i lascia sedurre dai suoi inganni dai qual è difficile per tutti difendersi, perché “La mente crede a ciò che vuol credere”.
Assolutamente da leggere perché Il gioco del Suggeritore è più di un romanzo

 

Adele Marini

Adele Marini

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