Il codice Rebecca



ken follet
Il codice Rebecca
Mondadori
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L’ultimo cammello crollò a mezzogiorno, ma…
Le truppe tedesche sono già in territorio egiziano…
Questo il drammatico e avvincente  inizio del Codice Rebecca,  ma  niente né fame, né sete potranno fermare  la spia sconosciuta, inviata da Rommel nel deserto per raggiungere il Cairo.

Thriller magistrale che ci riporta alla battaglia del deserto della 2° guerra mondiale. La storia è un crescendo che cattura. Molto intrigante la caratterizzazione che Follet fa dei suoi  personaggi rivali, l’inglese e il tedesco, e ben approfondita dal punto di vista psicologico. Entrambi hanno in comune l’accettazione di una diversità.

La spia tedesca Alex Wolff un colto e ricco europeo che la vita ha abbeverato di tradizioni arabe trasformandolo più arabo più di un beduino. È il cattivo, l’indispensabile alter ego del buono. William Vandam, l’ufficiale inglese, uomo intelligente, calato nella solitudine della sua posizione subordinata nel quartier generale, che una rigida educazione ha astretto in canoni di un conformismo britannico e deve riscattarsi da un errore del passato.

I due sembrano sfidarsi a duello. All’inizio a distanza. L’inglese frastornato ma che segue l’intuizione di un dèjà vu  e tenta di intrappolare il nemico con l’astuzia e con l’aiuto di una giovane alleata e il tedesco limitato nei suoi movimenti da un sbaglio inevitabile.

Ma per lui una celebre stella  egiziana della danza del ventre si trasforma in esca e arma vincente, permettendogli di attingere e comunicare per radio i piani segreti dell’esercito di Sua Maestà a Rimmel, la  “Volpe del deserto”, servendosi di un invincibile sistema cifrato,  estrapolato dal romanzo della du Maurier  Rebecca la prima moglie.

L’avanzata nazista sul Cairo sembra inarrestabile…  Vandam deve bloccare Wolff e carpirgli la chiave del codice. I rivali si avvicinano, si sfiorano, si inseguono e si scontrano nell’inevitabile duello finale che riporta d’attualità la storica sconfitta tedesca in Africa.

Patrizia Debicke

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