La linea del male



Arne
La linea del male
marsilio
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Al JFK di New York un uomo viene torturato ed ucciso. Non è il primo omicidio con queste caratteristiche negli Stati Uniti. L’autore è infatti un serial killer che ha recentemente ripreso l’attività dopo un periodo di pausa. Contemporaneamente viene annullata la prenotazione della vittima e il suo posto viene preso da un’altra persona. Nella tranquilla Svezia si sta quindi avvicinando uno dei più pericolosi serial killer americani. La caccia da parte del gruppo A, nucleo speciale dedito ai crimini violenti di natura internazionale, inizia molto presto perché il killer è effettivamente entrato nel Paese e fa subito parlare di sè iniziando subito ad uccidere. Ma perché è emigrato proprio in Svezia? L’interrogativo scuote tutta la nazione e lega tutta l’attività del gruppo di investigazione. Attività che si svolge sul piano internazionale tra i temporali di fine estate svedesi e il caldo torrido di una New York pre 11 settembre e non ancora preda dell’isteria post attentati. La trama del libro è ben congegnata ed avvincente e porta il lettore ad arrivare tutto d’un fiato alla fine del libro. L’aspetto migliore è l’amore che l’autore ha per il suo paese e in tutto il libro le descrizione e le sue considerazioni sulla Svezia rendono il libro uno spaccato dell’attuale società svedese. Ma attenzione, non è un ricordo da souvenir, è la realtà. Scopriremo quindi che la Svezia non è quel posta tranquillo immerso nella natura che tutti immaginiamo, ma uno stato con tutti i sui problemi e le sue mutazioni. Impareremo quindi che il sangue cattivo viene sempre a galla. (stefano favaro)

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