Libri per ragazzi: L’isola dei corvi – Sara Marconi


Sara Marconi
L’isola dei corvi
Pelledoca

Sara Marconi, scrittrice, giornalista, editor esperta di libri per ragazzi, sempre in giro per festival, ha pubblicato il suo (forse) primo giallo nella collana Piccole Piume che Pelledoca, editrice di thriller noir mistery, riserva ai bambini, con piccoli misteri e crimini veri o immaginari e indagini infantili acute o pasticciate che talora portano a scoperte inquietanti o rasserenanti, ma alla fine divertenti e formative del futuro lettore adulto. L’autrice grazie anche alla sua esperienza si avvale di una scrittura pulita, chiara, adeguata all’obiettivo, ma non corriva, anzi piena di rispetto per i giovanissimi lettori nel non trattarli da eterni bambini, che è la vera novità della migliore letteratura per ragazzi oggi. Aiutata in questo dai freschi ed essenziali disegni in bianco e nero di Nicolò Mingolini che rafforzano il lieve umorismo del testo.

Edo, 10 anni, si annoia in vacanza dal cugino Tommaso, 8 anni, che lui chiama Tofu perché appiccicoso e imbranato, in un’isola piccolissima dove non c’è niente, solo una gelateria e un emporio. Improvvisamente un urlo squarcia la quiete del paese: Al ladro! È la signora Irma a cui hanno rubato la preziosa spilla. Poco dopo un’altra signora denuncia il furto degli anelli. I due si improvvisano detective e cominciano a indagare. Durante una perlustrazione dell’isola in bicicletta scoprono una casa misteriosa, forse addirittura stregata, da cui proviene un lamento cupo e spaventoso, mentre davanti per terra giace una bambina dal volto bianchissimo, sicuramente morta, mentre intorno a lei ci sono tanti corvi. Forse c’è anche un mostro. Coraggiosamente i nostri eroi scappano. 

Poco dopo il mistero comincia a schiarirsi quando su uno skate arriva in paese Nisi, la ex-bambina-morta, in realtà in vacanza da una zia che suona il sassofono baritono, mentre lei, ancora senza tintarella, si è fatta amici i corvi. I quali – spiega – sono molto intelligenti, sanno costruire strumenti, riconoscono le persone e aiutano quelle amiche (lo dice pure Wikipedia). Anche ad aggiustare una pompa dell’acqua, pare. Caso risolto? Solo in parte, perché anche Nisi ha un segreto che riguarda una catapecchia vicina a casa sua dove abita un tipaccio che ha delle cassette con le api dentro cui potrebbe aver nascosto i gioielli. Il mistero torna a infittirsi… Con un finale che ribalta tutto. Volendo, c’è anche una piccola morale, non predicata, ma emergente spontaneamente dalla storia: non fidarsi delle apparenze, dubitare delle certezze, non credere alle facili o false verità.
Da 8 anni

Fernando Rotondo

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