Musica nera



leonardo gori
Musica nera
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Versilia, 1967. L’ex colonnello dei Carabinieri Bruno Arcieri, una vita nei Servizi Segreti, si trova improvvisamente catapultato nel passato da due avvenimenti, a prima vista assolutamente scollegati tra loro: il casuale incontro con Tom, un vecchio trombettista jazz e la scoperta di alcune lettere scritte da un vecchio amore, in cui si parla di una famiglia ebrea sterminata durante la guerra, venduta alle SS da una spia che si aggirerebbe ancora libera. Ma davvero questi due fatti non c’entrano niente l’uno con l’altro? Quanto è stato realmente casuale il suo incontro con la “musica nera” di Tom? E che ruolo hanno le misteriose donne vestite di nero che ogni sera scrutano il mare da un pontile?
A questo ultimo romanzo di Leonardo Gori non manca davvero nulla per essere uno di quei thriller che ti tengono in tensione fino all’ultima pagina. Nessun personaggio è quello che sembra e anche le situazioni all’apparenza più scontate nascondono il possibile colpo di scena. Anche l’intreccio, sebbene il tema della guerra e del periodo fascista abbia ispirato parecchi libri, risulta essere convincente e mai banale, complesso ma mai così tanto da perderne il filo.
Un romanzo, certo, frutto di invenzione. Eppure dopo averlo letto non si può fare a meno di riflettere su un periodo, quello tra l’armistizio e la Liberazione, a mio avviso ancora più buio della stessa dittatura, in cui molti criminali hanno approfittato della situazione di confusione non solo per ripulire la propria immagine, ma addirittura per arricchirsi alle spalle di coloro i quali combattevano davvero per gli ideali che hanno reso il nostro paese libero.

Davide Schito

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