Il riflesso del passato – Dan Chaon



Dan Chaon
Il riflesso del passato
NN Editore
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Jonah è solo un bambino, indifeso e introverso, quando una tragedia gli segna la vita per sempre: il cane di casa, quello che dovrebbe essere l’amico fedele, lo aggredisce al volto, sfigurandolo per sempre. Un incidente terribile, che dovrebbe fargli sentire ancora di più la vicinanza della famiglia e della madre, soprattutto. 
Ma non è così, per il piccolo Jonah. Non è così. 
La madre, logorata dal ricordo di un figlio dato in adozione, si allontana da lui. 
Sono due grandi tragedie che lo rendono sempre di più, crescendo, un uomo solo. 
Inevitabile, per Jonah, come un tuono dopo un lampo in un temporale, l’abbandono della casa di famiglia e la disperata ricerca del fratello che potrebbe aiutarlo a ricostruire pezzi di vita e a ricucire ferite ancora sanguinanti. Comincia a cercarlo, nella speranza di riformare la famiglia che non ha avuto. 
Lavorando in un locale conosce Troy, un uomo disperato, in libertà vigilata, con una moglie e una suocera che non gli lasciano vedere il suo bambino Loomis. Il carattere di Jonah colpisce e attira Troy, qualcosa nell’aria ha uno strano odore di ricongiunzione, anche se all’inizio la diffidenza domina i suoi pensieri. 
Un giorno il piccolo Loomis scompare e con la sua scomparsa si scatenano una serie di eventi che tendono a rendere il tutto una immane tragedia.
È un thriller da fiato in gola, “Il riflesso del passato” di Chaon, un libro i cui personaggi non mostrano il loro carattere immediatamente, ma lo fanno costruire al lettore un po’ per volta, come se anche questo fosse un percorso da scoprire per arrivare alla fine. 
Il passato e il presente si intrecciano, come fossero linee di una metropolitana di quella enorme città che è l’anima di ognuno. 
I lati bui e agghiaccianti rendono dominante la paura che ogni essere umano ha quando si trova in quello stato asfissiante che è la mancanza d’amore. Un mancanza che genera, inevitabilmente, solitudine, disperazione, che diventa spesso ossessione, e sogni fracassati come specchi perché riflettono la vera immagine di sé.
La partita tra il bene e il male si gioca a carte non sempre scoperte e ogni personaggio diventa pedina tra queste due variabili che si scambiano il posto in maniera alternata.
La gara tra passato e presente, invece, non sempre vede un vincitore, né un alternarsi di protagonisti. È un precipizio da cui cadere senza possibilità di ritorno. 
Ma non è sempre il passato che ritorna, inesorabile, a tirare i conti della vita?
Questa è la domanda a cui e sottoposto il lettore di questa straordinaria avventura. 
L’autore ha una capacità incredibile, sia con la scrittura ritmata e precisa, che con la costruzione della storia, coinvolgente e mai banale, di tenere il lettore come in bilico su un ponte tibetano, con l’imminente paura di cadere di sotto e la speranza visibile di raggiungere la meta. 
È un libro che segna il cuore e la mente di chi legge, senza mai cadere nella banalità e nell’assurdità dei fatti, lasciando intatta la consapevolezza che il passato prima o poi torna.
E può riempire vuoti o scavare burroni. 
Sta a noi, poi, saper usare la pala e dosare la terra delle emozioni. 
Lettura consigliata!  

Brunella Caputo

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