La pietra di luna



Wilkie Collins
La pietra di luna
Garzanti
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Pubblicato a puntate dal 4 gennaio all’8 agosto 1868 su “All the year around”, il periodico diretto da Charles Dickens, il romanzo di Wilkie Collins “ The moonstone”(La pietra di luna) è stato definito da G.K. Chesterton “la più bella storia di investigazione del mondo”. Secondo romanzo poliziesco dell’autore inglese dopo “The woman in white” (La signora in bianco) del 1860,  basato su un caso giudiziario francese, “The moonstone” ottiene un grande successo e conferma la popolarità dello scrittore. “La pietra di luna” è incentrato sul furto di un grosso e raro diamante avvenuto nella villa dei Verinder. La particolarità e originalità del romanzo risiede nel metodo narrativo  con cui Collins fa convergere le diverse versione dei fatti fornite dai sospettati in modo da rendere pienamente i diversi punti di vista. Collins decide di adottare questo metodo dopo aver assistito ad un processo con diverse prove a carico del colpevole, numerose deposizioni ed un forte coinvolgimento del pubblico, come afferma egli stesso: ”pensai che una serie di eventi in un romanzo si sarebbe prestata bene a un’esposizione di questo genere. Con gli stessi mezzi usati qui, pensai, si poteva certamente comunicare al lettore quell’accettazione, quella convinzione che ho visto produrre qui grazie ad una serie di testimoni talmente varia e, al tempo stesso, così strettamente unificata nella marcia verso un’unica meta”. Ognuno degli ospiti della casa rilascia la sua testimonianza tramite epistole, racconti o resoconti e Collins costruisce il plot narrativo attraverso i contributi dei sospettati  mettendo insieme la dinamica del furto e dando ai suoi personaggi la possibilità di prendere parte alla soluzione del caso. La storia inizia con  un prologo e si dipana attraverso le relazioni, i racconti e gli estratti dei diari dei vari personaggi coinvolti. Il diamante appartenuto alla divinità indiana della luna viene inizialmente rubato a Seringapatam, in India, nel 1799 da un ufficiale inglese che elude la sorveglianza dei tre fedeli bramini. Il secondo furto avviene nello Yorkshire, nel 1848, durante la festa di compleanno di Rachele Verinder. Tra i diversi personaggi, egregiamente caratterizzati da Collins, assume un ruolo di rilievo Gabriele Betteredge, il fedele maggiordomo di casa Verinder. E’  un lettore appassionato del “Robinson Crusoe” dalla cui assidua consultazione trae spunti di riflessione, suggerimenti e consigli ed è il primo a dare un contributo con la sua relazione degli avvenimenti. L’arrivo del diamante in casa il giorno del compleanno di Rachele Verinder, regalo dello zio John Hearncastle, porta lo scompiglio. Dopo il furto, come in una sorta di maledizione,  si susseguono morti, disgrazie e pene d’amore tra i presenti nella lussuosa residenza. Le indagini dell’intricato caso sono affidate al sergente Cuff di Scotland Yard. Brizzolato, magro “pareva non avesse un grammo di carne sulle ossa in nessun punto del corpo”, Cuff è un tipo originale, ha dita “adunche come artigli” e non passa di certo inosservato. Sempre vestito in nero “avrebbe potuto essere un prete o un impresario di pompe funebri”, il sergente si avvale del metodo deduttivo e dell’osservazione puntigliosa e attenta di ogni minimo particolare per risolvere ogni tipo di enigma.
Cuff è più volte depistato da false testimonianze o da alibi fasulli come quello fornito dall’innamorata Rachele per proteggere e scagionare il fidanzato. Il detective di Collins si trova spesso in difficoltà e la soluzione del caso sembra essere impossibile. Cuff, infatti,  è un uomo fallibile, non possiede nessuna caratteristica  o dote che lo rendono fuori dal comune pur avendo uno spiccato spirito di osservazione e la dote di vedere oltre le apparenze . Nonostante ciò, non si dà per vinto e comincia a mettere insieme le varie versioni fornite dai testimoni, ogni pezzo, come in un puzzle è importante ricostruire la dinamica dei fatti. Ogni personaggio, raccontando la vicenda, racconta se stesso e l’investigazione su un furto diventa con Collins investigazione sulla natura umana e sulle sue debolezze. Lo stesso Cuff ha un punto debole, una passione che lo tiene occupato durante il tempo libero: le rose. Il sergente le coltiva nel ricco giardino che attornia la sua casa in campagna e considera quest’attività un anti-stress “lontano dai misteri e dai delitti”. Il maggiordomo Betteredge diventa il suo aiutante e contrae quella che definisce “la febbre da poliziotto”, una sorta di “malattia” che gli impone di indagare e che ha contratto stando a contatto col sergente. Dopo che Cuff vede cadere piano piano ogni sua certezza ed il colpevole sembra sparito nel nulla, un particolare, un’intuizione  oltre alla comparazione  delle diverse deposizioni, aprono una nuova pista e permettono a Cuff di fare chiarezza e risolvere il caso.

Cristina Marra

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