Libri per ragazzi: Chi vuol diventare detective? – Pablo De Santis

Pablo De Santis
Chi vuol diventare detective?
Parapiglia

Dall’Argentina arriva questo libro che, come potrebbe far credere il titolo (che traduce esattamente l’originale), non è un manualetto per aspiranti investigatori, ma un vero e proprio giallo, che si svolge in un’atmosfera realistica e al tempo stessa surreale e accettata come normale, senza precisi riferimenti storici e geografici. Ruy, che ama le storie poliziesche, trova un volantino che invita chi vuole diventare detective a recarsi nella città segreta di Alfa City per indagare su un delitto. Con altri due ragazzi e due ragazze si presenta all’appuntamento alla stazione dove un signore vestito di verde con cravatta rossa che suona un’armonica li fa salire su un treno speciale.

Alfa City sembra il paradiso della letteratura gialla. Strade, piazze, luoghi, istituzioni portano i nomi di titoli, autori e personaggi dei grandi classici. L’ufficio di Ruy è in via Marlowe davanti al caffè Maigret e via via scopriamo il Grand’Hotel Poirot, il teatro Marple, viale Moriarty, piazza padre Brown, via Sam Spade, rue Morgue, la biblioteca Dupin e così via. Ogni concorrente dovrà risolvere un caso di omicidio, ricevendo via via bigliettini con indizi o istruzioni, che però talora si rivelano tracce depistanti o addirittura trappole pericolose, come in una caccia al tesoro di tipo particolare. Il primo a risolvere l’enigma riceverà un premio. Tempo a disposizione due giorni, dopodiché il treno ripartirà. 

Ruy raccoglie indizi, una farfalla blu, un lustrino verde, schiva trappole, aiuta i compagni e si fa aiutare, infine, come aveva letto in tanti romanzi gialli, riunisce i personaggi sospetti e inizia a parlare, elenca i fatti, chiarisce le incognite e rivela il nome dell’assassino. Ma ci sono altri segreti: chi ha costruito Alfa City e perché? Il finale sorprendentemente fiabesco, che chiama in causa il pifferaio di Hamelin e che non riveleremo per non guastare la sorpresa, offre al tempo stesso una nota di struggente commozione. I suggestivi disegni di Federico Appel in bianco e nero che sfumano sul grigio accrescono il senso di indeterminatezza e mistero della vicenda.
Da 11 anni

 

Fernando Rotondo 

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