L’impronta del male – Manuel Ríos San Martín



Manuel Ríos San Martín
L’impronta del male
Editrice Nord
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L’impronta del male è il primo romanzo dello sceneggiatore e regista televisivo spagnolo Manuel Ríos San Martín ed è un romanzo che cattura fin dalle primissime pagine dove viene descritto il primo omicidio documentato della storia, quello di un giovane ominide ucciso da una tribù rivale e il cui cranio contrassegnato con il numero diciassette è conservato ad Atapuerca. Il romanzo si svolge infatti nel sito archeologico di Atapuerca, situato nella regione di Burgos e patrimonio dell’umanità, dove è stata rinvenuta cadavere una giovane donna, morta avvelenata e con il corpo sistemato come in una sepoltura rituale preistorica.
Delle indagini vengono incaricati due investigatori di Madrid, Silvia Guzman e il giovane fresco di Accademia Rodrigo Ajuria, in quanto l’omicidio ha inquietanti somiglianze con l’omicidio di un’altra ragazza avvenuto in un altro sito archeologico, la grotta di El Sidrón nelle Asturie sei anni prima. Insieme a loro il giudice chiama come consulente Daniel Velarde, che insieme a Silvia aveva svolto le indagini sei anni prima, indagini sfociate in un nulla di fatto lasciando il caso irrisolto. Questo episodio pesa sulla coscienza di Silvia come un macigno, perché l’ispettrice si sente moralmente responsabile del fallimento dell’indagine per la sua relazione all’epoca con Velarde, cosa che aveva tolto ad entrambi la giusta concentrazione. Ora Daniel è responsabile della sicurezza di una grande azienda petrolifera e il suo stile di vita è cambiato radicalmente rendendolo ancora più cinico e immorale.
In questo scenario personale di fantasmi, rimorsi e inevitabili ripensamenti circa il passato si snoda un’indagine complessa ma avvincente che farà divorare al lettore le cinquecento pagine del romanzo. 
Originale e pregevole è la riflessione sull’origine del male nel cuore dell’uomo ad opera del direttore degli scavi di Atapuerca, archeologo e sacerdote, che si domanda nelle sue conversazioni con Daniel se il male alberghi nel cuore degli uomini quale retaggio genetico quindi congenito nel DNA di ciascuno oppure se viene provocato dall’ambiente e dall’educazione. Il romanzo si può definire come un viaggio alla scoperta del Male e del fatto che chi riceve il male è destinato a compierlo.
L’impronta del male è un romanzo ambizioso, lungo e articolato, con molte complicazioni della trama, tuttavia è un romanzo che si legge e si comprende con facilità e molto velocemente perché il desiderio di scoprire l’autore degli omicidi cresce a mano a mano che ci si addentra nella lettura e che si scoprono i retroscena oscuri della tranquilla cittadina di Niebla e del gruppo di archeologi addetti agli scavi.

Rita Garzetti

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