Il respiro della farfalla – Anders Della Motte



Anders Della Motte
Il respiro della farfalla
Neri Pozza
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Il romanzo è ambientato a Malmo, e la protagonista è Leonore Arker, detta Leo, ispettrice della sezione Anticrimine della città. 

Leo è incaricata dell’indagine sulla scomparsa di Smilla Horst e del suo ex-fidanzato Malik, che sono spariti nel nulla. Smilla è la nipote di uno degli uomini più ricchi della Svezia, e il caso suscita scalpore fra i media. Da Stoccolma viene però incaricato di dirigere il caso Jonas Hellmann, un uomo con il quale Leo, in passato, ha già avuto degli screzi non solo professionali. Il caso è così importante che ai piani alti si pensa che Hellmann sia più adatto all’indagine che non Leo. Con la scusa di una promozione, Leo viene mandata come capo delle divisione Risorse al piano -1 dello stabile della polizia.

Leo trova lì una compagine di poliziotti isolati del resto del corpo di polizia e anche dal mondo: la divisione Casi Disperati e Anime perdute. Tuttavia Leo non si perde d’animo e decide di indagare per conto suo sulla scomparsa dei due ragazzi. Infatti non è per niente convinta che si tratti di un rapimento a scopo di estorsione e che Malik faccia parte della banda che ha rapito Smilla.

Malik e Smilla sono due fan dell’abbandonologia, l’hobby che spinge a cercare case, edifici pubblici, luoghi particolari ormai abbandonati da anni, per poi fotografarli. A questo punto entra in gioco anche Martin Hill, che di Malik è un docente universitario e anche un esperto di questa “scienza”, tanto da avere scritto un libro sull’argomento. Martin è un amico d’infanzia di Leo, ma non si vedono da sedici anni, da quando Leo era riuscita a scappare dal padre, Per detto l’Apocalittico. Il padre di Leo la sottoponeva a massacranti corvée, convinto che la fine del mondo fosse vicina.

Nella narrazione del libro ci sono alcuni flash back sulla vita da ragazza di Leo, che ci fanno capire a che genere di angherie fosse sottoposta. L’unico amico che gli ridava il sorriso era proprio Martin, fino a quando la sua famiglia si era trasferita e loro due avevano perso i contatti.

Leo è convinta che la scomparsa di Smilla sia legata proprio alla sua passione per i posti abbandonati, fino a quando viene trovato morto Malik, il suo amico. A questo punto le indagini ufficiali dovrebbero cambiare direzione, ma così non accade.

Leo scopre che in un club di amanti dei trenini elettrici, qualcuno inserisce delle figurine che assomigliano a persone che sono scomparse in quella zona. Da qui lei approfondisce la sua ricerca, e non aggiungo altro per non togliere sorpresa per i vari colpi di scena che si susseguono nell’ultima parte del romanzo.

Un bel thriller con personaggi particolari, ben delineati, in particolare Leo a cui ci si affeziona subito. Un must da leggere per gli appassionati di gialli scandinavi.

Raffaella Bianchi

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