Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone



Maurizio de Giovanni
Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone
Einaudi
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Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone
Il ricordo è tutto: nostalgia, rimpianto, rimorso, dolcezza, serenità,gioia e dolore. È  un’arma a doppio taglio, colpisce all’improvviso. Un suono, un oggetto, un odore, una parola, una lettera…tutto può scatenarlo.
Come può un ricordo, un singolo ricordo, piantarsi in un’anima così in profondità che nessuna corrente, nessun evento successivo è più in grado di scalfirlo?
E da un ricordo inizia Souvenir, la nuova avventura dei Bastardi di Pizzofalcone: il ricordo di un amore, consumato una sola notte di molti anni prima  su una spiaggia di Sorrento,che diventa l’amore di una vita , insieme perso e conservato per sempre.
Si muove su due piani temporali la storia di de Giovanni, da un lato il racconto di quella notte con le sue conseguenze, dall’altro il ritrovamento  a Pizzofalcone,in un cantiere della metro, di un uomo , un americano, massacrato di botte.
Chi è quest’uomo? Cosa cercava a Pizzofalcone? Chi l’ha massacrato? Rapina o altro?
A indagare,ovviamente, la squadra dei Bastardi, ormai davvero un gruppo, solidale e coeso, conscio della propria forza  e con una nuova rispettabilità da difendere. Una storia agile e intrigante che questa volta viene raccontata facendo più ricorso ai dialoghi ma che ha sempre nella coralità uno dei suoi punti forti,con l’ottimo intersecarsi delle indagini con la vita privata dei protagonisti, che piano piano sembrano venire a patti con i  problemi che li affliggono. Ma ottobre è il mese dell’attesa, del ricordo del passato e del preannunciarsi del futuro. Ottobre è un ponte, ottobre è infido…
E il passato torna sempre e porta i suoi conti da pagare ed è  sempre sul passato che si costruisce il futuro.
Ecco quindi che molti dei personaggi si ritrovano a riflettere sui loro trascorsi, a mettere su una bilancia rimorsi e rimpianti, che poi sono spesso la forma che i ricordi assumono,
Ma non solo di ricordi è fatto Souvenir, e lo dice Pisanelli in un punto preciso: I vecchi a questo servono a prendersi le colpe e a coltivare i rimpianti.
Souvenir è anche e soprattutto  una dichiarazione d’amore.
Perché in questo libro si parla molto di amore e soprattutto di amore per i figli: lo fa Lojacono pensando alle sue responsabilità per la figlia adolescente per la quale è disposto a rinunciare a essere felice, lo fa Ottavia, che ha rinunciato da tempo, lo fa una donna che ha perso la memoria recente e che vive nel passato, lo fa Pisanelli che vede in Aragona un altro figlio da aiutare a crescere, lo fa Alex. Perché i figli sono il ricordo di un amore che prosegue nel futuro, sono la più dolce e bella responsabilità che uno possa desiderare. I figli sono il nostro futuro, anche quello che non vedremo mai.  I figli e i legami di sangue sono amore, a volte poco, a volte molto, a volte nascosto, a volte maldiretto, a volte esagerato, ma sempre amore. I figli sono il coraggio, i figli sono la forza di cambiare o di non farlo e de Giovanni  in Souvenir  declina tutte le forme di questo amore immenso.
Souvenir è ancora una volta una storia che travalica il genere, un noir di cronaca e sentimenti, venato da una profonda malinconia ma punteggiato qua e là da divertimento  e ironia e chiuso da un paio di colpi di scena che fanno  maledire l’attesa che ci aspetta per sapere che succederà.

Cristina Aicardi

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