Un sasso nel lago – Matteo Severgnini



Matteo Severgnini
Un sasso nel lago
Todaro
Compralo su Compralo su Amazon

Innanzitutto devo fare una premessa: io non sono una persona invidiosa, ma, avendo letto tutti e tre i romanzi di Severgnini che hanno come protagonista Marco Tobia, devo confessare che invidio in maniera esagerata l’investigatore ortese per la sua casa sull’isola di San Giulio nel lago d’Orta. Casa che si affaccia sulla Via del Silenzio, nome non dato a caso, e che vede Tobia come unico altro abitante stanziale della minuscola isola insieme con le monache di clausura del convento Mater Ecclesiae, che dal canto loro sono più silenziose della strada. Invidio la vista della riviera ortese che si gode dal suo balcone, specialmente alla sera, invidio la pace che circonda la sua casa, invidio Anselmo, cusiano doc e amico inossidabile.

Fatta questa premessa devo però aggiungere che non ci sono molte altre cose per cui invidiare Marco Tobia, se non il rapporto con la fidanzata Clara che, pur essendo una escort, è intelligente, garbata, colta e innamorata dell’investigatore che, dal canto suo, non è persona del tutto facile da amare. Innanzitutto è affetto dalla sindrome di Tourette che lo porta a compiere movimenti involontari e a emettere versi incontrollabili. Tobia è stato un agente di polizia, ma, proprio a causa dei tic irrefrenabili causati dalla sua disabilità, ha sparato involontariamente al suo collega Antonio Scuderi costringendolo per sempre su una sedia a rotelle e causando a Marco un incancellabile senso di colpa. Inoltre Tobia ha la tendenza, come tutti gli investigatori che si rispettino, a cacciarsi nei guai con indagini più o meno ortodosse.

Anche ne Un sasso nel lago la vicenda inizia con una banale indagine per un tradimento coniugale: una moglie sul punto di divorziare vuole estorcere al marito più soldi che può provando la sua infedeltà. Niente di più ordinario per Tobia e Anselmo che si appostano in vari luoghi di una Milano estiva oppressa dall’afa, tuttavia l’indagine si rivelerà presto foriera di gravi pericoli non per l’investigatore, ma per la sua fidanzata che sembra essere stata presa di mira da un serial killer di escort. E qual è il ruolo dei fratelli Casellani, Fabrizio e Rosita, eredi di una azienda produttrice di giocattoli un tempo molto fiorente e ora sull’orlo del fallimento? E lo stalker che in un romanzo precedente tormentava Clara ed era stato messo a tacere da Tobia? Sarà lui il killer? E il vecchio nobiluomo Alighiero Everardi, gentiluomo dalle passioni un po’ ambigue c’entra forse qualcosa?

Insomma di personaggi sulla graticola ce ne sono diversi in una storia del resto molto lineare e per nulla complicata scritta con stile scorrevole e piacevole da leggere. 

Inutile dire che anche questa volta Marco Tobia riuscirà a scoprire la verità per meritarsi il tradizionale pranzo con gli amici al ristorante La Betulla dell’isola di San Giulio.

Rita Garzetti

Potrebbero interessarti anche...