Colorado Kid

Stephen King


Stephen King
Colorado Kid

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Colorado Kid è un romanzo che si scosta dalle solite tematiche di Stephen King: l’autore si cimenta nel romanzo giallo, ma si differenzia dai romanzi gialli “classici” in cui sono presenti una vittima, un detective e un assassino, perché di quest’ultimo non c’è traccia. Non appare nemmeno un detective in piena regola: i poliziotti locali smettono ben presto di indagare. Il delitto-se di vero e proprio delitto si tratta-è circondato da labili indizi. Si tratta di un cold case, raccontato da due anziani giornalisti di un giornale locale di un’isola del Maine, Vince e Dave, a una stagista ventenne proveniente dall’Ohio,Stephanie. Attraverso un dialogo si dipana la storia, molto avvincente; la penna di King riesce a farci balenare in mente la spiaggia dell’isola del Maine in un freddo mattino di aprile e quel cadavere di un uomo quarantenne in pantaloni e camicia che ci colpisce nella staticità e nei “colori” della morte: “I cadaveri sono brutti da vedere, quasi sempre, molti non hanno più nemmeno qualcosa di umano. Ma Colorado Kid era diverso. Lui avrebbe potuto essere anche il soggetto di una di quelle poesie romantiche del signor Poe. […] Gli era rimasto lo stesso un fascino speciale, con quelle guance cineree e le labbra pallide e quella sfumatura di lavanda sulle palpebre”. ( p.106). L’uomo non aveva documenti. Solo due anni dopo, in base a un’intuizione tardiva, si evince che il morto proveniva dal Colorado: lo rivela il bollo presente su una scatola di sigarette che aveva con sé. Da qui il nome “Colorado Kid” , a cui segue l’identificazione dello sconosciuto. Entrano in scena una moglie e un figlio piccolo, una vita tranquilla e, in apparenza, senza scheletri nell’armadio, che l’uomo aveva lasciato dietro di sé, quando era sceso in ascensore dal luogo dove lavorava , a Denver, per fare una pausa caffè da Starbucks, scomparendo nel nulla. I protagonisti ripercorrono la vicenda come un puzzle, cercando di immaginare perché Colorado Kid fosse andato a incontrare la morte in una spiaggia di un’isola del Maine il giorno dopo la sua scomparsa, ma la la storia finisce senza arrivare a una soluzione. Accettiamo a malincuore il commento sommario di Vince, che chiede alla ragazza: “Le vicende della vita hanno forse un inizio, uno svolgimento e una fine? Che cosa ti dice l’esperienza?” (p.169). Nella postfazione, King spiega che in questo caso particolare, ispirato a un fatto realmente accaduto, non è tanto interessato alla soluzione, ma al mistero in sé. Il tema del mistero è proprio l’elemento di maggior fascino di questo libro; quando arriviamo alla fine, abbiamo davanti ai nostri occhi l’immagine dell’isola del Maine con il suo nome esotico -Moose-Lookit Island- e la profonda linea di demarcazione che divide il suo piccolo mondo con i suoi segreti, evocati con grande abilità da Stephen King, e il grande mondo della terraferma.

Gloria Corbucci

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