Il settimo sigillo. La fine del petrolio



Josè Rodrigues Dos Santos
Il settimo sigillo. La fine del petrolio
Cavallo di Ferro
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Josè Rodrigues Dos Santos è il giornalista più noto della tv portoghese, nonchè professore universitario all’università di Lisbona, esattamente come il protagonista dei suoi romanzi: Tomás Noronha.
Il settimo sigillo esce in questi giorni in Italia, grazie alla felice intuizione della casa editrice Cavallo di Ferro, e ci presenta uno scheletro tematico inquietante attorno al quale è costruito un emozionante e godibilissimo thriller che si sviluppa tra Antartide, Portogallo, Austria, Siberia e Australia.
I palcoscenici narrativi sono così variegati perchè le vicende raccontate, il riscaldamento globale e la fine del petrolio, coinvolgono e toccano inesorabilmente i destini e naturalmente gli interessi economici mondiali.
Nessuna fantascienza o fantapolitica ma 400 pagine documentatissime che uniscono verità scomode e assolutamente misconosciute ad una traccia storico religiosa che dia ritmo e motivazione anche al lettore meno avezzo alla ricerca scientifica puntuale e allo scavare dentro la notizia.
L’Interpol brancola nel buio nella risoluzione del caso di due omicidi ai danni di due scienziati e contatta il professor Tomás Noronha, uno storico, non un investigatore di professione.
La scelta cade proprio su di lui perchè è necessario decifrare il segreto biblico che l’autore degli omicidi ha scritto su un foglio: 666.
Il settimo sigillo è un riferimento biblico dell’Apocalisse, dove è indicato anche il numero della Bestia. Dio dona il libro dei sette sigilli a Cristo e quando viene aperto l’ultimo comincia, appunto, la fine del mondo. Partendo da questi dati inizia per Tomás la scoperta inquietante di un mistero che poco ha a che fare con i vaneggiamenti di una presunta setta religiosa ma che affonda le sue radici nei drammatici e contemporanei sconvolgimenti climatici alle porte.
Tomás, pur avendo una conoscenza puntuale delle discipline che gli competono, ha un atteggiamento di meravigliato stupore dinnanzi alle dinamiche economiche e climatiche che gli vengono trasmesse.
Questo artificio narrativo serve all’autore per condurre il lettore, con sufficiente semplicità e chiarezza, attraverso un dedalo intricatissimo di potentati economici legati al petrolio e il disastro ambientale che si profila se non si ricorrerà a energie rinnovabili che fermino la corsa verso il surriscaldamento terrestre.
Il petrolio sta finendo, nonostante gli organi di competenza continuino a sfornare informazioni false per non avere ricadute economiche disastrose.
Occorre trovare delle soluzioni alternative, rappresentate per esempio, dagli studi che si stanno compiendo da tempo sull’idrogeno, ma ciò comporterebbe un’alterazione dello stile di vita mondiale e la fine dei privilegi economici in grado di decidere anche chi debba governare il mondo.
Godibilissimo in questo senso è il capitolo sulle responsabilità del governo Bush, poche pagine di vera e onesta indignazione, basate non su opinioni di matrice ideologica ma su dati ambientali ed economici riscontrabili direttamente dal lettore nella puntuale bibliografia citata alla fine del libro.
Dos Santos ha detto in un’intervista che in Portogallo l’opinione pubblica ha reagito con interesse al libro ed è stato invitato in Parlamento per dare spiegazioni plausibili alle varie e scottanti tematiche trattate nel libro.
Anche in Italia si sta sviluppando un filone di romanzo noir d’inchiesta che fieramente si sta facendo strada accanto allo strapotere della letteratura d’evasione.
Il lettore coinvolto in misteri reali e terribilmente imminenti quasi si dimentica la computa dei morti ammazzati e si concentra sulle cattive sorti mondiali, creando una rete di passaparola di contenuti importanti, sviluppatissima nella Rete, che rende edotti un numero sempre crescente di persone.
Un libro affascinante costruito con cura meticolosa nelle informazioni ma attento anche alla credibilità e alla sensibilità dei propri personaggi.
Accanto a fughe, inseguimenti e contorti intrighi politici Dos Santos ci regala una storia molto più piccola e intimista, quella della madre del protagonista che scivola nella demenza senile, un bellissimo cameo esistenziale di un’apocalisse tutta privata e inarrestabile. Per il resto, forse, c’è ancora qualche speranza.

alessandra anzivino

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