Lo hijab mancante – Roberto Pegorini



Roberto Pegorini
Lo hijab mancante
Todaro
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Umut e Jessenia si amano. Follemente. Come spesso accade, il loro è un amore impossibile, perché le rispettive famiglie si odiano. Eppure i due ragazzi sognano ugualmente un futuro di felicità, che porti Umut lontano dal Pakistan Doner Kebab di Milano dove lavora come fattorino per lo zio, presso cui è ospitato in Italia dopo la morte dei suoi genitori. Il sogno si spezzerà quando toccherà proprio a Umut scoprire il corpo dell’amata Jessenia nel gabbiotto della spazzatura, gettato come un oggetto di cui disfarsi.

Come se non bastasse, diventerà proprio lui il maggior sospettato dell’omicidio e sarà braccato come un animale in fuga. Spetterà all’ispettore Valerio Giusti e alla sua squadra mettersi a capo dell’inseguimento, per scoprire se Umut è anch’ egli una vittima o se è il colpevole.

Roberto Pegorini  in questo romanzo ha declinato il mito di Giulietta e Romeo, gli infelici Capuleti e Montecchi di Shakespeare, in un contesto di violenza urbana, di periferie incendiate dalla povertà e dall’ignoranza, che unite in un connubio devastante generano pregiudizi, razzismo e un assurdo scontro tra due diverse povertà.

Il personaggio di Umut, ragazzo gentile desideroso di integrazione, che lavora sodo sperando di emanciparsi dal destino che l’ha fatto nascere nella parte meno fortunata del mondo – la prima delle tante ingiustizie in cui incapperà – assomma in sé la delicatezza dell’innamorato e la vitalità della giovinezza e fa da luminosa controparte ai tanti bulli e delinquenti che lo circondano. Intorno a lui, l’autore ha delineato con efficacia un contesto di malavita, cinismo e ferocia che non conosce barriere geografiche, ma è purtroppo retaggio della parte più oscura dell’uomo.

Giusti, che reca nel suo cognome la missione a cui si è votato, è portatore di un’umanità sofferta e perdente, che inevitabilmente lo spinge a solidarizzare con i più deboli, gli offesi dalla vita e dai loro simili, i derelitti come Umut, che diventano colpevoli a prescindere.

Sia lode dunque all’autore, che ha coniugato con abilità e mano sicura il ritmo incalzante e coinvolgente del noir con l’approfondimento di temi sociali, trattati con sensibilità e competenza.

Donatella Brusati

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