Un nuovo battito



jodi picoult
Un nuovo battito
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Il romanzo dell’attesa e del vuoto.
L’attesa di un condannato del suo turno per morire; quella di una bimba malata di cuore del suo turno per vivere. Il vuoto che lascia chi scompare tragicamente; quello che scava nell’anima il rimorso per non aver salvato una vita o averne condannato un’altra a morte.
Un nuovo battito è la storia di Shay Bourne, condannato a morte per duplice omicidio, e di quello che dovrebbe avvenire dopo l’esecuzione: perché Shay ha deciso di redimersi donando il suo cuore a Claire, sorella di una sua vittima e affetta da una malformazione cardiaca che la condanna a una lenta agonia.
L’offerta suscita profondi dubbi nell’animo di June, madre della bambina – Rinuncereste alla vendetta contro qualcuno che odiate se questo significasse la salvezza di chi amate? Vorreste che i vostri sogni si avverassero se questo significasse esaudire l’ultimo desiderio del vostro nemico in punto di morte? – oltre che problemi di carattere procedurale. L’esecuzione di Shay avverrà per iniezione letale e questo renderà il suo cuore inadatto alla donazione. A meno di non optare per una procedura alternativa.
Nella battaglia portata avanti dall’avvocato di Shay – un’atea cresciuta in una famiglia di religione ebraica che sa cosa si prova quando le cose in cui credi ti fanno sentire come se stessi guardando dentro da fuori – si confronteranno Stato e Chiesa, libertà di culto e diritto, vangeli canonici e gnostici.
Il finale sarà realistico, ma lascerà al lettore molti spunti di riflessione su cosa è giusto e cosa non lo è, su vendetta e perdono, bene e male, sul concetto di giustizia e quello di religione così come elaborati dagli uomini.
Al tempo stesso legal thriller e romanzo psicologico, la storia acquista ancora più potenza dalla narrazione corale. Le conseguenze della scelta di Shay sono raccontate da chi, per un breve periodo e per diversi motivi, gli vive accanto o interagisce con lui: il suo vicino di cella, il suo avvocato, il suo consigliere spirituale; e ovviamente June, moglie e madre delle sue vittime. Attraverso le loro parole e i profondi cambiamenti che Shay porta nella loro vita, si impara a conoscere l’uomo che si cela dietro al condannato, i suoi sentimenti e i perché di scelte che sconcertano, come concedere il perdono a chi sa che ne avrà più bisogno e proteggere con ammissioni e silenzi i sopravvissuti.

cristina balzanelli zannini

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