Delitti e luoghi di Roma criminale



Mario Caprara
Delitti e luoghi di Roma criminale
Newton Compton
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Arricchito dalla prefazione di Nino Marazzitta, avvocato, grande penalista che porge con arte e modi azzeccati la scena al narratore, Mario Caprara ci offre questo enciclopedico saggio: Delitti e luoghi di Roma criminale.
Alla scoperta di Roma attraverso i suoi crimini? Sì certo, e non solo un dettagliato saggio enciclopedico per raccontare il delitto ma anche una possente e minuziosa ricostruzione storica e ambientale di Roma, dell’Urbe Capitolina,dalla sua fondazione a oggi. In questo libro non troverete solo l’accurata toponomastica di tutti i delitti commessi nell’Urbe per millenni ma anche preziosi frammenti di storia inseriti in un scenario che ha racchiuso e tuttora racchiude il male.
Un assassino, una congiura, un agguato? Un boia, un vicolo, una vittima, un palazzo, una piazza della città? Di volta in volta, Caprara ci introduce il fatto e poi ci spiega com’era e com’è oggi la scena dove quel crimine è stato commesso.
Una visita senza tempo dunque, le cui tappe ricalcano il percorso delle tante e spesso atroci morti violente. Non posso certo citarle tutte, però mi pare doveroso partire dalla prima, siamo alla fondazione dell’Urbe, quella di Remo (reale o rituale?), ucciso nel 753 a.C. per mano del fratello Romolo e passare poi a quella delle Idi di Marzo del 44 a.C, con il criminoso disegno dei 23 congiurati per uccidere Giulio Cesare il tiranno che faceva paura. Con un salto di 1400 anni si vola nel 1354 fino all’uccisione di Cola di Rienzo, il Tribuno che doveva governare Roma, reso folle dal potere. Di là al 1599 con l’esecuzione di Beatrice Cenci, vittima soprattutto della bieca cupidigia papale, e quella di Giordano Bruno, 1600, arso sul rogo per la sua rettitudine mentale e intelligenza. Sei anni dopo, nel 1606, ci sarà l’omicidio di un giocatore, un rivale nella pallacorda, commesso da Michelangelo Merisi, l’immortale Caravaggio, l’inventore degli straordinari chiaroscuri nella pittura.
Lasciando la Grande storia saltiamo ai più famosi casi di cronaca nera che hanno segnato la storia romana del crimine: nel 1924, già in regime fascista, ci furono le bambine stuprate e uccise da un Girolimoni, accusato e colpevole di comodo; nel dopoguerra con l’Italia sulla strada della ripresa, nel 1953, la scandalosa morte, detta anche il “caso del reggicalze”, di Wilma Montesi che sconvolse la democristiana Italia e nel 1958 l’uccisione di Maria Martirano, che portò alla sbarra un marito come mandante e un esecutore, poi condannati ma molto probabilmente innocenti.
Otto anni dopo, nel 1964, il vergognoso delitto di Farouk Chourbagi, del quale i due coniugi Bebawi si accusarono a vicenda davanti ai giudici, finendo per scamparla. Nel 1970:  l’uccisione a fucilate per gelosia di moglie e amante per mano del conte Camillo Casati Stampa, seguita dal suo suicidio e nel 1975 la misteriosa carneficina del grande Pier Paolo Pasolini, una storia con tante facce e tanti risvolti, mai completamente chiariti dalla giustizia, senza dimenticare che poco prima, sempre nel 1975, la povera Rosaria Lopez era stata vittima del Massacro del Circeo. Nel 1978 invece le Brigate Rosse colpirono crudelmente, con il rapimento e l’esecuzione, lo statista biancocrociato Aldo Moro. Nel 1983 ci fu la scomparsa e probabile uccisione di Emanuela Orlandi per la quale si è arrivati a scoperchiare la tomba di Enrico De Pedis. Nella torrida estate del 1990 il caso mai risolto di Simonetta Cesaroni e un anno dopo l’inspiegabile assassinio di Alberica Filo della Torre all’Olgiata, per il quale solo la costanza e i ricorsi del marito hanno portato, dopo più di vent’anni, a scoprire e ad arrestare l’assassino… Poi nel 2009 la triste e bruttissima storia di Stefano Cucchi di cui si parla ancora sui palcoscenici pubblici e nei tribunali…
Ma ritroviamo nel testo di Caprara  anche quei più recenti giri di malaffare, di droga che pesano come macigni sulla vita quotidiana dei romani, con le organizzazioni e i nomi della “peggio feccia” capitolina dell’ultimo secolo e con persino gli ultimi fatti di cronaca nera che da mesi stanno sconvolgendo l’equilibrio sociale della Città Eterna.
Delitti su delitti per un’immensa macchia di sangue che nei secoli, ha dilagato coprendo tutta Roma, dalla piccola città quadrata di Romolo e Remo fino al continuo moto perenne  del  Grande Raccordo Anulare.

 

 

 

Patrizia Debicke

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