La collezionista di sogni infranti



baraldi
La collezionista di sogni infranti
perdisia
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Questa la prima recensione che scrivo per Milanonera. E’ per me un grande piacere iniziare con una splendida favola dark, edita da Perdisa nella Collana Babele Suite. Si, perch “La collezionista di sogni infranti”, di Barbara Baraldi (di cui ricordiamo “La ragazza dalle ali di serpente”), ne ha tutte le caratteristiche oniriche e strutturali. Certo, di favola nerissima trattasi, ma pur sempre favola.

La trama, semplice ma ammaliante e mai scontata, vede un gioco di specchi tra due figure femminili che parlano in prima persona.

I due personaggi chiave, la triestina Amelia e la ferrarese Marina, decidono di incontrarsi dopo due anni di frequentazione virtuale tramite chat.
Amelia intraprende un viaggio in treno carico di aspettative, dubbi e presagi via via sempre pi oscuri, mentre Marina l’attende nella sua casa, dove vive nel costante incubo rappresentato da Alex, convivente violento, da cui cerca di sfuggire attraverso il computer.

Non dato svelare quali saranno i risultati dell’incontro tra le due, ma si pu senz’altro anticipare che l’incubo prender forma via via in modo sempre pi spaventoso e inquietante.
La Baraldi, artista poliedrica e raffinatissima fotografa, dimostra talento visionario da vendere e costruisce una rete di tensione, di immagini, di sottintesi, che prima accompagna e poi sostituisce quella delle chat.

Il lettore non pu sfuggire, una volta aperto il libro, a una sensazione di paura costante, un disagio affascinante e malsano, nebulizzato come gelida nebbia della bassa padana.
Abbondanti e raffinati sono gli svariati riferimenti cinefili (suggeriti ma mai urlati, a dimostrazione di gran classe): da Fulci ad Avati, cartine di tornasole di una sensibilit artistica e di una cultura ricercatissima, decisamente sopra la media.

Attendiamo questa autrice al varco di nuove opere, per poterne poi confermare e certificare il talento e la grandezza.

massimo rainer

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