La scelta di Sigmund



Carlo A. Martigli
La scelta di Sigmund
Mondadori
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Sullo sfondo di una Roma agli inizi del novecento, uno strano incidente scuote le fondamenta del Vaticano. All’interno della santa sede sembra esistere il male: sono due i cadaveri rinvenuti la mattina del 6 giugno 1903. Due ragazzi precipitati da una finestra. Questo tragico avvenimento scuote la vita quotidiana di tutti i cardinali che circondano papa Leone XIII, soprattutto perché il papa sospetta di alcuni dei suoi più fedeli confratelli.
Leone XIII teme di lasciare il soglio papale a un successore malvagio: e se fosse uno dei suoi cardinali ad aver causato la morte della giovane coppia? Per risolvere l’enigma, viene chiamato a indagare il padre della psicanalisi, Sigmund Freud. In questo romanzo Freud si traveste da investigatore, pur mantenendo il ruolo di medico e psicanalista. “La visibilità delle cose non deriva dalla loro grandezza, ma dal rapporto con la realtà che le circonda”, e Freud deve dare la caccia proprio a ciò che questi misteriosi personaggi vogliono celare dietro l’ideale di santità che li avvolge.
La reazione dei cardinali è cordiale, ma disillusa. Non comprendono il motivo per cui il papa desidera sottoporli a quegli appuntamenti con un medico così naïf, eclettico e, tra le altre cose, anche ebreo. Ma il compito che il dottor Freud si accinge a svolgere in gran segreto è capire chi tra i tre “sospettati” potrebbe avere squilibri psicologici, pulsioni sopite o respinte, tendenze alla violenza. E quindi, scovare chi tra i fedelissimi ha l’anima macchiata dall’omicidio dei due giovani. Leone XIII sa benissimo che il suo stato di salute potrebbe peggiorare da un momento all’altro, per cui si affida completamente alle tesi innovative e alle capacità del dottor Freud.
I tre cardinali “sospettati” da Leone XIII sono Mariano Rampolla del Tindaro, segretario di stato e uomo illustrissimo; Luigi Oreglia di Santo Stefano, camerlengo e decano; Joaquin De Molina y Ortega, il più giovane tra tutti i cardinali. “Un antico concetto ebraico, secondo il quale non occorre essere santi, ma solo giusti, e lo può essere chiunque, basta compiere quel po’ di bene quando se ne presenta l’occasione”, è questo uno dei precetti che sembra esser sfuggito completamente ai cardinali.
Un Sigmund Freud riflessivo, a volte turbato dalla presenza di una delle donne di servizio. Maria è bella, calorosa e vitale: qualità che Sigmund non riesce più a scorgere nella moglie Martha e neppure nella sua amante, Minna. Maria è una donna semplice, che deve tirar su una figlia adolescente e che sa benissimo di avere dei limiti, ai quali risponde sempre con positività: “Al momento erano sogni, lo sapeva bene, ma senza sogni la vita era ancora più povera, e quelli almeno non costavano niente”. Maria vive sulla propria pelle il baratro immenso che la separa da un gentiluomo come Freud, e in generale da tutta quella classe di ricchi così diversi da sé:“la verità stava nel fatto che più erano ricchi, più si istruivano, e più la gente come lei rimaneva nell’ignoranza, e così era più facile comandarla e farle dire sempre signorsì.”
Freud s’innamora dell’atmosfera caotica e allegra di una delle città più vive del mondo, così diversa dalla “sua” Vienna. Tanto che arriva a pensare alla possibilità di rimanere a Roma, abbandonando tutto e tutti, percependo un “mondo diverso, che calore diverso, che diversa partecipazione. Là dominava la mente, qui il cuore: se fosse stato italiano, non avrebbe mai scoperto la psicoanalisi. E magari sarebbe stato più felice.”
In questa missione complicatissima e delicata, Sigmund avrà il supporto completo del papa e del suo aiutante personale, Angelo Roncalli. Un nome assai famoso per la storia: Roncalli diventerà, il 28 ottobre 1958, papa Giovanni XXIII. Ma, come si suol dire, questa è un’altra storia…
Carlo Martigli ci regala un giallo intrigante e affascinante, ricco di colpi di scena e di temi interessanti. L’immagine che delinea di una delle figure più chiacchierate e studiate della storia, Sigmund Freud, lo avvicina alla nostra realtà quotidiana, costringendolo ad apparire anch’egli per quel che realmente è stato: un uomo (geniale, certamente) tra gli uomini.
Dopo l’enorme successo di 999 l’ultimo custode e dei romanzi che hanno accompagnato la sua carriera, Carlo Martigli ci regala La scelta di Sigmund, pubblicato da Mondadori. Un libro che gli amanti del giallo gusteranno dalla prima all’ultima pagina.

Federica Bruno

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