Un colpo di vento



ferdinand von schirach
Un colpo di vento
longanesi
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Perché un anziano, stimato, irreprensibile medico di paese ha ucciso la moglie a colpi d’ascia? Questa è la domanda posta dal primo dei racconti, nati da storie vere, che l’autore ci narra da avvocato, in prima persona, pur attento a celare protagonisti e fatti dietro nomi e particolari di fantasia.

La sua posizione di penalista gli impone di prendere le parti, di concedere ai suoi assistiti, colpevoli o innocenti che siano, la migliore difesa possibile. Sempre a fianco degli imputati per tutelarli, stavolta Von Schirach fa uso di mezzi letterari sfruttando la penna con sapienza. Ogni racconto è incisivo, preciso e colpisce doloroso come una scudisciata.

Il Von Schirach che non fa sconti e non indora la pillola, mi convince e mi coinvolge emotivamente. Non crede a un’assoluta giustizia, a un’assoluta verità. Gli do volentieri ragione quando sostiene che in alcuni casi un delitto possa avere delle giustificazioni così forti da essere compreso. L’etica del mondo attuale, le leggi eque, fatte per proteggere i più deboli dalle prevaricazioni, spesso appaiono impotenti o inutili davanti all’ineluttabilità dello sbagliare, rubare, uccidere. Non sempre la giustizia riesce a fare centro.

Schirach mischia sapientemente sofferenze morali, pulsioni malate. Spesso la realtà si rivela peggiore di qualunque romanzo. Ci lascia intuire neri abissi dell’animo umano. Ci ammanisce come piatto forte delitti efferati. E per dessert dolceamaro ci serve la favola triste di Michalka…

patrizia debicke

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