Una cittadina tranquilla – Elsebeth Egholm



Elsebeth Egholm
Una cittadina tranquilla
NewtonCompton
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Il crime europeo, che sta prendendo sempre più piede sul piccolo schermo, ha già fatto conoscere a un pubblico di appassionati giallisti su Fox Crime, la giornalista Dicte Svendsen, nelle serie tratte dai romanzi di Elsebeth Egholm, “Dicte”. Ma io sono molto buona, e per quei lettori che l’incontrassero per la prima volta non farò spoiler su quanto so sulle sue avventure di vita e sentimentali. Mi limiterò a dirvi qualche parola sulla trama di Una cittadina tranquilla. Scenario: 2002, Aarhus, (La cittadina tranquilla del titolo), una famosa e antica città danese (nata come fortificazione vichinga nell’ 8° secolo) è oggi la seconda dello stato come popolazione (oltre 350.000 abitanti). Sede di una famosa università e principale porto del paese, si trova sulla costa orientale della penisola dello Jutland. La storia comincia quando Dicte Svendsen, la protagonista, sta festeggiando un po’ in sordina il suo quarantesimo compleanno con due amiche Anne, brava ginecologa e Ida Marie, trentanovenne, felicemente vicino al parto dopo anni di matrimonio, che gestisce un’agenzia immobiliare. Riciclatasi a giornalista di Affari e Finanza per la sede locale del quotidiano, Dicte si è trasferita a Aarhus con Rose, la figlia adolescente, scegliendo di cambiare vita e città dopo il sofferto divorzio dal marito. Ma mentre guarda un po’seccata il provocatorio regalo delle amiche (un vibratore rosa acceso a pois rossi) lungo il canale, percepisce un rumore e poco lontano nota una bacinella di plastica con dentro un bambino, un neonato. Istintivamente si butta subito in acqua, ma invano. Purtroppo il bambino è morto e lei volente o nolente si troverà a dover passare dal suo tranquillo incarico d’ufficio a quello di cronista semiufficiale di cronaca nera, con un fotografo come spalla, e a dover indagare sull’omicidio del neonato, cercando di trovare una spiegazione razionale a qualcosa di inspiegabile. Nella bacinella viene ritrovata anche una pagina del Corano e, con l’11 Settembre ancora vicino e fresco nella memoria di tutti, il seme della diffidenza inizia a germogliare nell’anima della gente. Una ragazza musulmana ha abbandonato il suo bambino frutto del peccato? John Wagner, un uomo solo, un vedovo tormentato, sarà il detective a cui viene affidato il caso e la sua vita comincerà presto a intrecciarsi strettamente con quella di Dicte e delle sue amiche, quando nella maternità dell’ospedale locale cominciano a comparire sulle fronti dei neonati terribile scritte che annunciano: morirai. La città è sottosopra però dopo giorni, quando si arresta la presunta colpevole, un’infermiera, tutto sembra tornato nell’ordine. Ma il dramma esplode di nuovo e in modo molto più angosciante quando Martin, il bambino appena nato di Ida Marie, viene rapito dall’ospedale. Una cittadina tranquilla è un romanzo che va fino in fondo affilato come un coltello, come lo scorrere lento di un fiume, un fiume che riuscirà a implicare e a trascinare tutti i protagonisti nelle sue torbide acque. Un romanzo che dedica una particolare attenzione, attraverso Dicte e le sue amiche, a un mondo femminile nordico diverso da quello italiano. Di pari passo con il caso, Elsebeth Egholm allarga ed esplora le personalità e le vite delle tre donne. I loro diversi rapporti con i mariti o ex mariti, il doppio ruolo di madri e lavoratrici, dandoci modo di approfondire i traumi legati al loro passato e alle esperienze che, provandole in vari modi, hanno creato le donne che sono oggi. La trama scorrevole e calibrata, riesce anche e ben rappresentare un certa realtà danese, dove la tranquillità è mischiata ai problemi dell’immigrazione e dell’ integrazione. Giocando sui pregiudizi, le idee preconcette ma anche sull’umana psicologia dei suoi personaggi, l’autrice ci regala un thriller avvincente dove alla fine tutti gli indizi vanno a incasellarsi uno a uno al loro posto, come tessere di un puzzle.

Patrizia Debicke

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