I bambini delle Case Lunghe



Corrado Peli
I bambini delle Case Lunghe
Fanucci Editore
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“1985. A Case Lunghe, località della piccola frazione di San Felice nella Bassa bolognese, la vita scorre lenta e i bambini crescono giocando nei campi e nei casolari abbandonati. Ma quei silenzi, quegli orizzonti bassi, quelle nebbie che sembrano non diradarsi mai custodiscono segreti inconfessabili, violenze soffocate nel perbenismo, passioni proibite consumate e rinnegate, silenzi ottenuti col ricatto… Finché un gruppo di bambini si ribella tragicamente all’ipocrisia e alla violenza degli adulti, ristabilendo un nuovo ordine destinato in apparenza a durare. Ma trentun anni dopo, quando don Stefano Vitali viene inviato a San Felice per curare i particolari burocratici di un ingente lascito alla parrocchia della frazione, dietro a quella realtà riemerge un dramma ormai dimenticato, pronto a reclamare che il cerchio venga chiuso una volta per tutte.”
In libreria da maggio, il nuovo romanzo noir di Corrado Peli, I Bambini delle Case Lunghe (Fanucci Editore) segna l’esordio nel catalogo Nero Italiano dello scrittore e giornalista bolognese, peraltro già noto a molti lettori con lo pseudonimo di Corrado Spelli.
Romanzo che parla per molte pagine, e soprattutto nella prima parte, di bambini e ragazzi, ma tuttavia adattissimo a un pubblico adulto, e tutto ambientato nella “Bassa” emiliana, fra Modena e Bologna, I bambini delle Case Lunghe si può leggere, anche, come un bel romanzo di formazione.
I cinque giovani protagonisti della storia diverranno infatti adulti, passando attraverso esperienze dolorose e spesso sconvolgenti, dalle quali alcuni di loro non riusciranno mai a riprendersi completamente, finendo fatalmente per venirne tragicamente coinvolti.
Ma accanto alla storia di formazione, ce n’è un’altra, più propriamente “noir”, i cui contorni drammatici saranno svelati completamente solo nelle ultime pagine.
Curata e molto riuscita l’evocativa ambientazione, che specie chi come me è nato nella “Bassa”, anche se un poco più “in là”, non faticherà ad apprezzare, e davvero intrigante la caratterizzazione, anche sotto il profilo psicologico, dei protagonisti, specialmente di alcuni, come Don Gaetano, il giovane parroco del paese al quale anche i Carabinieri danno retta e che non arretrerà di fronte a nulla per proteggere la sua piccola comunità e soprattutto i suoi componenti più deboli e indifesi.
La storia è ben costruita, la suspense tiene, e, come detto, fino quasi all’ultima pagina molti degli inconfessabili misteri che aleggiano sotto la spessa coltre di nebbia che spesso copre queste lande, assumendo quasi le vesti di un altro, inquietante personaggio e celando tragedie e violenze, restano tali.
Un’altra felice scoperta, da raccomandare caldamente.

Gian Luca A. Lamborizio

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