Libri per ragazzi: Aurora Chen e la banda della pantofola assassina – Pierdomenico Baccalario e Alessandro Gatti

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Aurora Chen e la banda della pantofola assassina
Fabbri

Già del gruppo degli Immergenti, gli autori, molto noti e prolifici, con altri formano un’agenzia di scrittori per ragazzi che mettono in comune idee e storie, le trasformano in progetti che propongono agli editori e poi ciascuno scrive il libro che ritiene più adatto; altre volte invece sono gli editori che chiedono loro di sviluppare o creare un plot o una serie. Ora immaginate tre vecchietti tipo Bar Lume in trasferta in una casa di ringhiera a Milano, ma al posto di una formosa barista c’è una tredicenne di famiglia cinese ma italianisssima, brava, seria, affidabile, fanatica di videogiochi, soprattutto tosta. I tre vegliardi sono appena usciti dopo quarant’anni di galera per un furto di gioielli dalla cassaforte di una banca finito male, con l’omicidio del direttore, anche se erano della mala di una volta, la cosiddetta ligéra, pulita, senza sangue, e si ostinano a dire che loro col morto non c’entrano. Che fine ha fatto la refurtiva nascosta?
Aurora e l’amico Stefano vengono coinvolti nella ricerca che a poco a poco si complica oltremodo: prima un furto e un omicidio, poi addirittura Servizi Segreti, politici potenti, tradimenti, una lettera nascosta nel muro, gioielli falsi, un posto o un uomo chiamato Little Raven (piccolo corvo) alla cui ricerca i tre partono per Londra audiovideoguidati dai ragazzi da Milano, e il cattivo indossa sempre un doppiopetto. La ricerca della verità (e dei gioielli) muove i vecchietti; la voglia di pericolo, rischio, avventura i giovani. La banda scopre che il direttore non si prestava a loschi maneggi, che un giornalista d’inchiesta era stato costretto a tacere, che un suo amico agente dei Servizi non disposto a giochi sporchi era stato assassinato. Il puzzle viene completato al termine di un racconto avvincente, piacevole, divertente, con un buona dose di intrigo e mistero. Aurora scopre anche che il videogioco Showdown ’70 è una cosa, gli anni ’70 un’altra cosa, torbidi oltre che di piombo.
Da 10 anni

Fernando Rotondo

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