L’ira degli innocenti



Anita Nair
L’ira degli innocenti
Guanda
Compralo su Compralo su Amazon

Un’altra indagine dell’ispettore Borei Gowda, ambientata in una Bangalore che non è più la stessa, in un’India che non è più la stessa. Nel prologo, in data 14 Marzo, avviene il ritrovamento del cadavere dell’avvocato Sanjay Rathore, trovato col cranio fracassato da un Buddha Khmer di pietra preso in Cambogia.
Da quel momento scorre a ritroso un concatenarsi di storie dei più svariati personaggi, che concorrono a denunciare come e quanto le multinazionali abbiano negli anni cambiato il volto ad un’India, sempre più scintillante, meno verdeggiante, più incline alla perversione e alla brutalità.
I bassifondi di Bangalore, città dell’India Meridionale, sono diventati un enorme serbatoio umano che la classe agiata sfrutta per ogni suo desiderio. Era rassicurante sapere che il pozzo non si sarebbe mai prosciugato. Anche in India la droga dello stupro era una realtà. Una rete di prostituzione minorile e traffico di esseri umani che ha reso necessario il sorgere di associazioni di volontariato ONG, come la Bosco, con centri di riabilitazione per bambini operai, orfani, vittime di abuso di droga, mendicanti. Qui opera come volontaria Urmila, l’amante dell’ispettore Gowda, bella da mangiarsela, una donna erotica capace di sostituire un soffione da doccia, che gli mancava con quel lieve dolore che è più difficile da affrontare rispetto al modo selvaggio di quando si è giovani.
Dell’ispettore Gowda si faceva un gran parlare tra i colleghi e i giudizi su di lui erano contraddittori, era un ispettore sagace, che non aveva paura di nulla e di nessuno. Era alto, ben piantato e un tempo era stato muscoloso, sul mento aveva una fossetta impertinente, come un accenno di spensieratezza. Sua moglie Mamtha era un medico e si era trasferita nella regione dell’Hassan con la scusa di stare vicino al figlio Roshan, che studiava Medicina al College.
L’accattivante ispettore Gowda sulla sua adorata Bullet fa sfoggio di tutta la sua contraddittorietà, con ambedue le facce del bene e del male, divise da un limite tutt’altro che netto. Si stupisce dell’attrazione sessuale che ancora prova per Urmila, si ritrova a dover scegliere se comprendere o punire suo figlio, che sta percorrendo strade parallele, vuole bene alla piccola Nandita, la figlia dodicenne di Shanti, la sua domestica, rapita il 05 Marzo e alla cui ricerca si dedica senza esclusione di forze, perché più vede il male più sente il bisogno che il bene trionfi.
Gowda per questa indagine si avvale della collaborazione del fido sottoispettore Santosh, reduce da un tentato omicidio, a causa del quale doveva fare terapia della voce.
Dal lato opposto Krishna, come un auriga veniva spedito dal suo thekedar (imprenditore) a liberare la strada da possibili ostacoli, conduceva inconsapevoli ragazzi verso il loro dharma. Il senso di colpa è un lusso per i poveri. Quando si cerca di sopravvivere bisogna mettere al primo posto l’interesse.
Sullo sfondo un amore devoto, profondo, dipendente tra Pujari e Gita, trentadue anni di matrimonio e quarantasette di unione, si erano incontrati a scuola a otto anni e dopo un incidente in bicicletta in cui lei era rimasta paralizzata, erano diventati inseparabili. Lui, il leone in cerca di preda, lei la cerbiatta sperduta.

Valeria Arancio

Potrebbero interessarti anche...